Presidenza della Repubblica, cosa succederà passo a passo

Presidenza della Repubblica, cosa succederà passo a passo

Con le dimissioni del presidente Napolitano partirà il processo per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica, vediamo cosa succederà passo a passo


Giorgio Napolitano si è dimesso da Presidente della Repubblica italiana. Giorgio Napolitano lascia dopo quasi nove anni sul colle più alto ecco cosa adesso.

La Repubblica italiana non rimarrà senza capo di Stato durante l’intermezzo, la supplenza della carica andrà alla seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Pietro Grasso.

Nel periodo di vacanza del presidente della Repubblica palazzo Giustiniani, la sede del Presidente del Senato, diventerà a tutti gli effetti il nuovo Quirinale. Fuori dal palazzo sarà issata la bandiera ufficiale del supplente, uno stemma con il simbolo della repubblica su sfondo bianco e bordato di azzurro. Il simbolo è argento al posto del simbolo oro del presidente.

Il supplente avrà, secondo la maggior parte dei costituzionalisti, pieni poteri e in teoria potrà promulgare leggi e, addirittura, sciogliere le camere. La supplenza è regolata dall’articolo 86 della costituzione. La supplenza più lunga venne tenuta da Cesare Merzagora dopo la trombosi di Antonio Segni.

In questo caso però le circostanze sono diverse, non essendo un impedimento temporaneo ma permanente la costituzione stabilisce quindici giorni di tempo entro i quali, obbligatoriamente, dovrà iniziare la prima votazione. Le date probabili per l’inizio delle votazioni sono, quindi, mercoledì 28 o giovedì 29 gennaio. Niente impedisce, comunque, alle camere di far partire le votazioni prima del tempo massimo. In questo caso sembra improbabile che ciò succeda data la fitta agenda delle riforme.

Dato che Grasso, da seconda carica, prenderà la prima carica dello Stato la terza carica, il presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini assumerà il ruolo di seconda carica e dovrà convocare i grandi elettori.

I grandi elettori che parteciperanno alle votazioni sono: 630 deputati; 315 senatori; 58 rappresentanti regionali e i 5 senatori a vita.

I rappresentanti regionali sono 3 delegati per regione tranne che per la Valle d’Aosta che ne manda solo uno. I senatori a vita sono Carlo Azeglio Ciampi, Mario Monti, Elena Cattaneo, Renzo Piano, Carlo Rubbia e Giorgio Napolitano.

Il totale dei votanti sarà di 1009 aventi diritto ma da questi bisogna togliere i due presidenti dei due rami del Parlamento, Grasso e Boldrini, che per prassi non partecipano quindi 1007. In questo caso, inoltre Grasso sarà il Presidente supplente per cui non potrebbe anche volendo.

L’elezione del presidente richiede una maggioranza qualificata dei 2/3 per le prime tre votazioni, 671 voti, dalla quarta la maggioranza necessaria è solamente quella assoluta, 504 voti.





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