Più legalità anche nelle riserve dei pellerossa. Parola di Obama

Più legalità anche nelle riserve dei pellerossa. Parola di Obama

Gli abitanti delle terre di Toro Seduto e Aquila Nera dovranno allinearsi alle leggi degli Stati Uniti d’America


Omicidi, stupri, rapine, corruzione dilagante. E’ quanto avviene nelle oltre trecento riserve indiane degli Stati Uniti. Una piaga dilagante che non sembrava diminuire.

Ma l’amministrazione retta dal presidente Barack Obama sta mettendo un freno a questi delitti. Come nel resto degli States i nativi americani devono rispondere alla legge dei loro misfatti.

Per troppi anni, secondo Obama, si è chiuso un occhio su quanto avveniva nelle riserve senza curarsi di quei frammenti di territorio abitati dai pellerossa.

L’accelerazione della legalità ha un nome, Eric Holder, che amministra la giustizia e che non ha più alcuna intenzione di lasciare che gli oltre due milioni di “indiani” possano delinquere senza essere perseguiti.

Tanto più che negli Stati Uniti si registra una diminuizione della criminalità. Insomma le cose stanno cambiando e continueranno a cambiare: frutto anche di una maggiore collaborazione tra i capi tribù e la polizia. Molla scatenante di questa nuova politica vissuta nelle riserve sono stati anche gli atti del Presidente che hanno portato ad un netto miglioramento della vita in quei territori dove il muro di omertà comunque è ancora alto. Troppo alto.

Una lotta dura e lunga, non c’è dubbio, ma che l’America vuole risolvere mettendo in campo anche risorse economiche che riportino la legalità in quelle aree che un tempo erano dominate dai mitici uomini dalla pelle rossa che nelle praterie cacciavano i bisonti e migravano da Est ad Ovest seguendo le stagioni. (gm)





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