Il Papa non è comunista ma ama i poveri come insegna il Vangelo

Il Papa non è comunista ma ama i poveri come insegna il Vangelo

Papa Bergoglio ha ribadito di non essere comunista ma solo di amare i poveri come insegna il Vangelo durante un incontro in vaticano con i movimenti popolari


Il Papa ha concesso udienza ai rappresentanti dell’incontro mondiale dei “movimenti popolari”. Papa Bergoglio ha detto che è necessario “lottare contro le cause strutturali della povertà”, ha denunciato la “globalizzazione dell’indifferenza” e la “ cultura dello scarto” e ha continuato, nell’incontro che aveva come tema “ terra, abitazione e lavoro”, dicendo che se il Papa parla di queste cose viene tacciato di essere comunista. Il Papa ha implicitamente citato con queste affermazioni Helder Camara, il prete brasiliano considerato uno dei padri della Teologia della liberazione.

Il Papa era stato accusato già in passato di essere un sostenitore della Teologia della liberazione, una deriva sudamericana delle dottrine cattoliche pauperiste che avvicinava il cattolicesimo al comunismo. Questa dottrina era stata combattuta con enfasi da Giovanni Paolo II e dall’allora Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede Joseph Ratzinger. Nemici potenti per la lettura teologica di Gustavo Gutérrez Merino, Paul Gauthier e Leonardo Boff.

Curiosamente Jorge Bergoglio è stato accusato di tutto, di essere stato troppo vicino alla Teologia della liberazione come a Videla ma in questo caso Papa Francesco ha ricordato che “l’amore per i poveri è al centro del Vangelo”. Affermazioni non sorprendenti per un Papa che ha scelto di chiamarsi come il povero per eccellenza ma che hanno sorpreso la comunità ecclesiale, soprattutto dopo i dissidi del sinodo su gay e divorziati, piazzando questo significato a “sinistra”.

Il Papa, come sua abitudine, ha denunciato lo scandalo di milioni di persone che soffrono la fame mentre la “speculazione finanziaria condiziona il prezzo degli alimenti, trattandoli come qualsiasi altra merce”. Sul tema del tetto Bergoglio ha detto: “L’ho detto e lo ripeto: una casa per ogni famiglia”. Il lavoro, o meglio, la sua assenza è la più grande povertà materiale, dato che a chi manca il lavoro manca la dignità e finisce per essere quindi una vittima della cultura dello scarto.

Bergoglio è vicino ai movimenti, di origine sudamericana, da quando lavorava Buenos Aires e difatti all’organizzazione dell’incontro oltre al cancelliere della pontificia accademia delle Scienze sociali mons. Marcelo Sanchez Sorondo e al presidente del pontificio consiglio Giustizia e pace card. Peter Turkson ha partecipato Juan Grabois, argentino responsabile della Confederazione dei lavoratori dell’economia popolare e ex avvocato dei “cartoneros”, quelle persone che girano per le grandi città sudamericane a raccogliere carta e cartone da riciclare.





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