Papa Francesco: umile, buono e determinato

Papa Francesco: umile, buono e determinato

L’impegno per il rinnovamento della Chiesa


Fin dal primo momento della sua elezione al soglio pontificio, papa Francesco ha dato un’immagine assolutamente speciale di sé, con un’umiltà e una semplicità fuori dal comune. Caratteristiche che hanno colpito il cuore della gente e che stanno riavvicinando alla Chiesa un gran numero di fedeli.

Le dimissioni di Ratzinger avevano colto solo apparentemente di sorpresa, poiché Benedetto XVI, il papa teologo, non sembrava più davvero in grado di poter reggere la pesante situazione all’interno delle mura vaticane. Nell’opinione e nelle speranze di molti il recente conclave, che ha catalizzato l’attenzione di tutto il mondo, avrebbe fornito la risposta sui moltissimi interrogativi che aleggiavano su tutta la Chiesa.

Tuttavia Jorge Mario Bergoglio è ben lontano dall’essere un rettore bonario e sempliciotto di una Chiesa che in pochi momenti della sua storia millenaria ha vissuto una così grave crisi come quella attraversata negli ultimi anni.

Gli scandali della pedofilia e dello Ior, le lotte intestine per il potere nella Curia romana, il caso Vatileaks, hanno seriamente minato la credibilità del Vaticano, attirando un gran numero di critiche e soprattutto facendo apparire la chiesa come un’entità estremamente lontana dalla gente e dai suoi problemi.

Dietro il volto mite e la grande bontà dimostrata, papa Francesco ha assunto il pieno controllo della Chiesa, impostando un’azione di pulizia e di rigore etico-morale di tutta la Curia pontificia. Da buon gesuita, assolutamente contrario al relativismo fideistico dilagante, Bergoglio si è posto davvero come il grande baluardo della Cristianità, al fine di attuare il pieno rinnovamento dei costumi e della mentalità di tutti coloro che fanno parte del gregge di San Pietro. Privo di croci ed ornamenti d’oro, senza le scarpe marcate Prada, papa Francesco è diventato egli stesso l’emblema del rigore e della serietà.

Esemplari sono state le sue parole durante l’omelia della messa inaugurale del ministero petrino il 19 marzo: “Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio e che anche il Papa per esercitare il potere deve entrare sempre più in quel servizio che ha il suo vertice luminoso sulla Croce; deve guardare al servizio umile, concreto, ricco di fede, di san Giuseppe e come lui aprire le braccia per custodire tutto il Popolo di Dio e accogliere con affetto e tenerezza l’intera umanità, specie i più poveri, i più deboli, i più piccoli, quelli che Matteo descrive nel giudizio finale sulla carità: chi ha fame, sete, è straniero, nudo, malato, in carcere (cfr Mt 25,31-46). Solo chi serve con amore sa custodire!
Totale servizio e dedizione alla causa della Chiesa e del messaggio del Vangelo.





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