Napolitano interrogato dai PM di Palermo per la trattativa Stato-mafia

Napolitano interrogato dai PM di Palermo per la trattativa Stato-mafia

I PM di Palermo hanno interrogato il Presidente Napolitano al quirinale riguardo la trattativa Stato-mafia, si aspettano le trascrizioni.


Ieri il presidente Napolitano è stato interrogato per il processo sulla trattativa Stato-Mafia. Napolitano è stato il primo Capo di stato italiano a essere interrogato durante un processo per mafia, pur non essendo accusato di nessun crimine.

I procuratori e i sostituti procuratori di Palermo che si occupano del processo hanno chiesto a Napolitano informazioni sul periodo dello stragismo corleonese e sulle sue “sensazioni” riguardo una eventuale trattativa tra rappresentanti dello Stato e rappresentanti mafiosi allo scopo di mettere fine al periodo stragista in cambio di un alleggerimento del 41 bis, il carcere duro.

Nel processo sono imputati tra gli altri Nicola Mancino, ex Ministro dell’interno, e Totò Riina, boss dei Corleonesi all’epoca.

Napolitano che era presidente della camera all’epoca è stato interrogato al Quirinale in particolare sulla lettera di Loris D’Ambrosio, il consulente legale del Presidente ed ex magistrato anti-mafia, che era stato contattato da Mancino quando l’investigazione era partita.

Nella lettera D’Ambrosio, morto a causa di un attacco di cuore nel 2012, confessa il dubbio di essere stato usato per nascondere accordi “impenetrabili”.

Il Presidente della Repubblica non ha portato, pare, nessuna notizia nuova agli atti. L’Ufficio di presidenza ha inoltre rilasciato una nota in cui si precisa che il Presidente ha risposto a tutte le domande e che spera che le trascrizioni vengano rilasciate in tempi brevi.

Gli investigatori sostengono che la trattativa sia iniziata due mesi prima della Strage di Capaci e di via D’Amelio e si sia compiuta con l’alleggerimento delle condizioni carcerarie di 300 detenuti per mafia.

Quello che non è chiaro è perché Giorgio Napolitano sia stato sentito. Il suo coinvolgimento, allo stato attuale delle cose, sembra non esistente se non in quanto rappresentante delle istituzioni all’epoca in cui si svolsero i fatti. L’insistenza della procura di Palermo per sentire questo insolito teste fa sorgere il dubbio che nella migliore delle ipotesi la procura cerchi pubblicità e nella peggiore che si cerchi di insinuare il dubbio del coinvolgimento del Capo dello Stato. Aspettiamo la trascrizione.





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