Nadia Comaneci: gloria, violenza, felicità

Nadia Comaneci: gloria, violenza, felicità

Che Nadia Comaneci sia stata la più grande ginnasta di tutti i tempi non ci sono dubbi. La piccola romena,…


Che Nadia Comaneci sia stata la più grande ginnasta di tutti i tempi non ci sono dubbi. La piccola romena, la “fata di Montreal” che nel lontano ’76 aveva stupito il mondo conquistando tre medaglie d’oro olimpiche (individuale, parallele e trave), un argento (a squadre) e un bronzo (corpo libero) compie 50 anni. Una vita di sacrifici condita con ossessione e determinazione dallo sport. Ora Nadia vive negli States dove dirige una scuola di ginnastica. Ma non si può dimenticare le gesta dell’esile quindicenne che stupì il mondo – prima di tutti la giuria che la premiò con una sfilza di dieci -.

Un metro e cinquantatre d’altezza, meno di quaranta chili di peso e una sicurezza, un’agilità impressionante. Il pubblico televisivo l’ha conosciuta così, come una ragazzina diventata una star dello sport al punto che, alle Olimpiadi di Montreal, fu lei ad attirare le più grandi simpatie di sportivi e non. A Nadia, dopo le medaglie, vennero riservate onorificenze di tutti i tipi e da ogni dove. Tra queste, in patria, il titolo di “eroe del lavoro socialista“.

La dimostrazione al mondo – ma non era così – che il regime del suo Paese era un esempio da seguire.

Nadia, in realtà – parole della madre – con quegli allori era diventata una vittima del figlio del dittatore. Con Nicu Ceausescu ha conosciuto – per cinque lunghi anni – la violenza, le botte, lo stupro perpetrato dagli amici di Nicu con beneplacito del marito. Per farla finita, esasperata e al limite della sopportazione, bevve candeggina ed i medici la strapparono dalla morte. Si parlò. allora, di un malore e nulla più.

La voglia di concorrere e dimostrare la sua bravura, tuttavia, era nelle vene e più forte di ogni affronto subito. Nadia primeggiò ai mondiali di Strasburgo (1978) e Fort Worth (1979). Alle Olimpiadi di Mosca del 1980 conquistò due ori (corpo libero e trave) e due argenti (individuale e a squadre).

Si ritirò dall’agonismo nel 1984 e poi la fuga – a piedi – sino in Ungheria e da lì in America. Pochi giorni dopo cadeva il regime romeno ma la Comaneci fece ritorno in patria soltanto nel 1994, cinque anni dopo la “rivoluzione”. Accoglienza trionfale e così Nadia si esibì ancora in un esercizio a corpo libero.

Tuttavia la sua patria era ormai diventata l’America. Sposò Bart Connor, ginnasta di primo piano. Nozze, celebrate prima con rito civile e quindi con quello religioso in un monastero ortodosso. Curiosità: per la chiesa scelse un abito di Armani.
A 45 anni diventa mamma. Dylan Paul nasce il 4 giugno 2006. Infine la meritata felicità.

 





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