“Morti di Fama”: ho tanti “mi piace”, dunque sono

“Morti di Fama”: ho tanti “mi piace”, dunque sono

Su Facebook nascono 600.000 nuove pagine al mese per fini autopromozionali e su Wordpress, la principale piattaforma per blog: 4 milioni di post al mese nei soli Stati Uniti recano il tag “self-promotion”. Da questo genere di cifre lo scrittore Giovannio Arduino e la giornalista Loredana Lipperini sono partiti per il loro “Morti di Fama” – Iperconnessi e sradicati tra le maglie del web, in libreria per Corbaccio editore


Lo scopo, ambizioso del libro è quello di spiegare come il concetto di fama, successo, autostima e confronto con il prossimo sia cambiato per sempre grazie al “luogo” Internet. Sono una pubblicità che si crede una personadice una webbina di 25 anni, sintesi perfetta di un universo che ha smesso da tempo di essere parallelo.

Dalla quarta di copertina: “Benvenuti nella Nuova Rete, il tendone da circo sotto il quale folle oceaniche si creano un’identità  e fanno di loro stesse un prodotto da promuovere, un marchio. Benvenuti dove miliardi di utenti documentano, condividono, amplificano e pubblicizzano ogni istante della loro vita e delle loro attività. Dove si alleano con altri marchi simili e alimentano la loro micronotorietà attraverso blog, Facebook, Twitter e decine di piattaforme e applicazioni, sfruttando l’approvazione d’impulso tipica dei social network. E dove rischiano di trasformarsi in ridicoli fenomeni da baraccone, condannati a venire presto dimenticati”.

 

(g.m)

 

 

 





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