Michele Serra contro la Zanzara: ecco le sue parole

Michele Serra contro la Zanzara: ecco le sue parole

L’editorialista di Repubblica se la prende con gli scherzi di pessimo gusto di Cruciani e Parenzo su Radio24.


Radio24 e la Zanzara sono un’accoppiata vincente. Gli scherzi telefonici sono una costante e il pubblico della trasmissione non aspetta altro. Eppure stavolta un imitatore chiamato dal programma di Cruciani e Parenzo ha fatto andare su tutte le furie Michele Serra, editorialista e scrittore di Repubblica che sembra non aver gradito la Margherita Hack radiofonica che ha telefonato a Valerio Onida, uno dei saggi scelti dal Quirinale.

Ecco la parole di Michele Serra:

“Lo scherzetto di telefonare a Tizio fingendosi Caio (basta un buon imitatore), carpire la sua buona fede e poi mandare in onda la telefonata è ben collaudato. E il giorno dopo i media, nel loro complesso, tendono a dare del grullo a chi ci cade; e del dritto a chi ruba parole private per rivenderle in pubblico. È la stessa logica dei fuori-onda televisivi, dei tapiri rifilati anche a chi non ne vuole sapere, delle troupe televisive che braccano la preda (un boss mafioso allo stesso modo di un galantuomo) fino sulla soglia di casa e potendo anche oltre. L’alibi è potente: siccome il Potere è oscuro, bisogna illuminarlo a qualunque costo, anche quando il microfono o la telecamera hanno la stessa invasività di una rettoscopia fatta senza il consenso del paziente.

A dovere e potere decidere le intercettazioni sono le autorità inquirenti (magistratura, forze di polizia), non i giornalisti, non gli showmen. Nelle democrazie anglosassoni il “no comment” è sacro. Solo occasioni eccezionali, storiche (vedi il Watergate) giustificano le registrazioni abusive e l’accanimento giornalistico. Il resto è mobbing mediatico. Prendere in ostaggio una persona nolente, le sue parole, i suoi pensieri, non è cattivo gusto. È violare diritti. E in democrazia, i diritti non si violano”.

 

(b.p.)





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