Michael Jackson, l’ultimo triste show

Michael Jackson, l’ultimo triste show

Conrad Murray è stato ritenuto colpevole di omicidio colposo per la morte, nel giugno del 2009, di Michael Jackson. La…


Conrad Murray è stato ritenuto colpevole di omicidio colposo per la morte, nel giugno del 2009, di Michael Jackson. La giuria ha impiegato nove ore per decidere della colpevolezza del medico. Una sentenza giunta dopo sei settimane di dibattimento durante le quali i pubblici ministeri californiani, hanno dipinto Murray come medico sconsiderato che ha somministrato al cantante quantità irresponsabili del potente anestetico propofol. Il 29 novembre la condanna, il dottore rischia fino a 4 anni di carcere.

Tutti in aula i membri della famiglia Jackson, i suoi genitori e molti dei suoi fratelli. Prima del verdetto, la sorella LaToya Jackson ha detto su Twitter che c’era “un’agitazione incontrollabile”.

E tutt’intorno lo show, fuori dall’aula, lo show. Appena il verdetto è stato letto, un urlo soffocato è arrivato dalle file della famiglia Jackson, mentre all’esterno dell’edificio, un’atmosfera da stadio, coi sostenitori scoppiati in un coro di applausi a sentenza letta. “Colpevole, Colpevole” gridava la gente non appena una telecamera inquadrava. E poi striscioni e T-shirt con la scritta “Giustizia per Michael” tutto questo mentre lo streaming trasmetteva la diretta.

Murray non ha testimoniato durante il processo, ma aveva dichiarato alla polizia di aver dato a Jackson  il  propofol e altri sedativi il 25 giugno 2009, il giorno in cui il cantante morì. I suoi avvocati sostengono che Jackson era dipendente della droga e ha preso da solo la dose fatale, quando Murray non era nella stanza. La verità è che le circostanze della morte di Jackson, all’età di 50 anni, sono state anomale come ogni capitolo della storia della sua vita.
Ed il finale, compreso la diretta streaming della sentenza, non poteva essere più triste.

 

 





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