Matteo Renzi a Matrix «Non fare Expo sarebbe stata una sconfitta come darla vinta ai ladri e ai corrotti»

Matteo Renzi a Matrix «Non fare Expo sarebbe stata una sconfitta come darla vinta ai ladri e ai corrotti»

Ieri sera su Canale 5 è andata in onda una puntata speciale di “Matrix” interamente dedicata all’Expo


Ieri, mercoledì 10 giugno alle ore 23.30 su Canale 5 è andato in onda un appuntamento interamente dedicato all’ “Esposizione universale di Milano 2015”.

Le telecamere di “Matrix” sono entrate nei padiglioni dei diversi paesi, per un viaggio di scoperta e reportage per esplorare tutte le grandi linee di dibattito che attraversano la rassegna.

In studio gli ospiti, tra i quali Roberto Maroni, Martina Colombari e il rapper Moreno e dalla terrazza di Palazzo Italia hanno commentato anche i protagonisti della politica e della cultura: da Giuliano Pisapia a Umberto Veronesi, dagli chef Joe Bastianich e Ugo Alciati fino all’amministratore di Expo Giuseppe Sala.

Il Premier Matteo Renzi ha dichiarato quanto segue.

«Expo non è la vittoria di Renzi ma di tutto il paese»

«È stato interessante discutere di Expo con Putin durante un pranzo
rigidamente italiano, compreso i vini»

«I “gufi” sono quelli che parlano male dell’Italia»

«Expo diventerà non soltanto il luogo per promuovere l’agroalimentare, ma anche per valorizzare la bellezza dell’Italia. Siamo un grande paese, non buttiamoci via, non continuiamo a piangerci addosso.
Basta con la cultura della lamentela».

«La delegazione russa, dopodomani molti stati sudamericani, latinoamericani, la settimana prossima Michelle Obama, la first lady degli Stati Uniti, lady Cameron per il Regno Unito, Francois Hollande, la presidente coreana, stiamo entrando in un periodo in cui l’Expo accoglie i Capi di Stato e di governo di tutto il mondo e questo perché il tema di Expo è un tema bello, decisivo, la lotta alla povertà, ad un diverso stile di vita. È stato interessante discutere di questo con Putin durante un pranzo rigidamente italiano, compreso i vini».

«Expo è una riflessione culturale sul cibo, poi qualcuno l’ha capita male e ci ha mangiato in un altro senso, nel senso che qualcuno ci ha mangiato anche troppo dal punto di vista dei reati che sono contestati. Vedremo come andranno i processi. Però a quel punto una parte, anche importante, dell’opinione pubblica, di partiti politici, hanno detto basta, non facciamo l’Expo. Io credo che sarebbe stata una sconfitta darla vinta ai ladri e ai corrotti, e abbiamo insistito perché questo evento potesse portare concretamente non soltanto la valorizzazione di tutto ciò che è made in Italy, noi siamo una potenza alimentare nel mondo, lo siamo sul cibo, sul vino e anche sui macchinari, sulle strumentazioni e sulla ricerca quindi abbiamo tanti posti di lavoro che possiamo creare in questo settore. E dall’altro è un’occasione di riflessione culturale: ci sono 7 miliardi di persone nel mondo, però c’è cibo per 12 miliardi. 1 miliardo muore di fame e l’altro miliardo, invece, soffre per le conseguenze dell’obesità: è una contraddizione stridente. Io so che chi parla di politica solitamente parla di correnti, di discussioni interne ai partiti, però per me la politica è anche combattere la fame nel mondo e cercare di valorizzare tutto ciò che è bellezza italiana».

«Quando parlo di “gufi” non parlo di gente che ce l’ha con me, è normale avercela con me, io parlo male di quelle persone che parlano male dell’Italia. A me interessa che l’Italia riprenda e allora, singolo progetto per singolo progetto, ci si mette lì, ci si tirano su le maniche, e si va avanti. Il jobs act è la dimostrazione che se si fanno le cose il Paese riparte. Lei avrebbe mai scommesso in 270 mila posti di lavoro in 4 mesi? Avrebbe mai immaginato che, nonostante tutte le polemiche, Banca d’Italia, non propriamente l’ufficio di studi sotto casa, ma l’Ufficio Studi di Banca d’Italia dicesse, come ha detto, che gli 80 euro sono stati spesi per il 90%? Mi sembra evidente che la classe media italiana e quella meno abbiente hanno bisogno di essere aiutate e sostenute. Altro che polemiche sui giornali di quelli che sono pieni di soldi e dicono che gli 80 euro non servono. Forse non servono a loro, ma a chi guadagna mille e 100 euro 80 euro mensili fanno la differenza. Per questo motivo è fondamentale non star dietro alle polemiche e fare delle cose»

 

 

Ivone Ferreira





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