M5s perde pezzi, altri 9 parlamentari se ne vanno

M5s perde pezzi, altri 9 parlamentari se ne vanno

Continua l’esodo dal M5s e il gruppo parlamentare si assottiglia sempre di più, anche il direttorio non riesce a governare il movimento


Il M5s ha perso altri 9 parlamentari. I nove hanno annunciato l’abbandono dei gruppi parlamentari di Camera e Senato del Movimento 5 stelle. La decisione dei nove è dovuta alla presa di posizione del movimento riguardo le consultazioni sul Presidente della Repubblica. Il capogruppo alla Camera Cecconi ha dichiarato: “Chi in questo momento lascia il Movimento 5 stelle lo fa piegandosi alla vecchia politica, pronto a infoltire le truppe cammellate di Renzi. Noi proseguiamo sulla strada della trasparenza, loro vanno al Nazareno”, Cecconi poi prosegue “Siamo in un momento in cui sono in ballo i capisaldi della vita democratica del Paese, dalla riforma del Senato alla legge elettorale, passando per l’elezione del presidente della Repubblica. E mentre il M5S lotta, anche aprendosi a tutto il Partito democratico, per far sì che il presidente della Repubblica sia eletto in modo condiviso, qualcuno lo abbandona contestando la poca propensione al dialogo. Prendiamo atto che quanto addotto da chi lascia il M5S è solo un pretesto. E’ sempre difficile stare in un MoVimento con regole ben chiare e principi saldi” e infine “Sicuramente chi ha votato il MoVimento 5 Stelle non avrebbe voluto incontri segreti al Nazareno. Così facendo si tradisce il mandato degli elettori. Coerenza vorrebbe le loro dimissioni da parlamentari e non un approdo al gruppo misto”.

Grillo e Casaleggio nel frattempo stanno facendo girare questa lettera pubblicata da Pippo Civati:

Cara/Caro parlamentare del Partito Democratico,

le chiediamo, dopo averlo chiesto al presidente del suo partito, di esprimere le sue preferenze per i candidati alla presidenza della Repubblica. I nomi proposti dai parlamentari del Pd saranno votati dagli iscritti al M5S on line nei prossimi giorni. Rendere pubblica una rosa dei nomi crediamo sia un esercizio di democrazia oltre che un ponte tra forze democratiche e un obbligo di trasparenza verso i cittadini.

Il presidente della Repubblica deve essere espressione del Parlamento e non di trattative tra poche persone, chiunque esse siano, così come vuole lo spirito della Costituzione. Crediamo che una elezione nei primi tre turni con la partecipazione delle forze di opposizione e alla luce del sole sia un modo per dare autorevolezza al prossimo presidente della Repubblica come rappresentante di tutta la Nazione e per non confinarlo alla qualifica di “nominato”. Aspettiamo una sua eventuale risposta a questa mail.

Cordiali saluti.

Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio

I Fuoriusciti sono: Mara Mucci, Walter Rizzetto, Tancredi Turco, Aris Prodani, Samuele Segoni, Eleonora Bechis, Marco Baldassarre, Sebastiano Barbanti, Gessica Rostellato. Tutti e nove parteciperanno alle consultazione PD sul Quirinale, come annunciato da Guerini, il vicepresidente del Partito democratico.





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