L’ora legale: ecco la sua storia

L’ora legale: ecco la sua storia

La notte tra sabato 30 e domenica 31 dovremo tirare avanti le lancette di un’ora. Ma questa convenzione ha origini lontane


Tra sabato 30 e domenica 31 marzo dovremo tirare avanti le lancette di un’ora e dormire di meno il giorno di Pasqua. Nei paesi dell’Unione Europea l’ora legale viene introdotta l’ultima domenica di marzo e termina l’ultima domenica di ottobre, consentendo un notevole risparmio energetico.

Nelle società antiche, prima dell’avvento degli orologi, le comunità contadine si svegliavano sempre all’alba, seguendone il progressivo anticipo primaverile o il ritardo autunnale. La cosidetta “ora prima” era, durante l’Impero Romano, quella che seguiva il sorgere del sole. Al giorno d’oggi, l’ora legale rappresenta lo spostamento dei ritmi biologici a seconda delle stagioni.

Nel 1784, Benjamin Franklin teorizzò l’ora legale sulle pagine del quotidiano Journal de Paris ma le sue idee non trovarono seguito. Riprese da William Willet nei primi anni del ‘900, furono accolte in seguito ai disastri del primo conflitto bellico mondiale. Nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra introdusse il British Summer Time per risparmiare energia, spostando le lancette di un’ora avanti.

In Italia, l’ora legale fu introdotta in quell’anno fino al 1920. Durante la Seconda Guerra Mondiale è stata abolita e introdotta diverse volte. Nel 1965, a seguito di una crisi energetica, fu adottata in via definitiva. Inizialmente durò 4 mesi, da fine maggio a fine settembre. Nel 1981 fu prolungata iniziando con l’ultima domenica di marzo e nel 1996 facendola terminare con l’ultima domenica di ottobre.





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