La tecnologia al servizio della didattica: le università italiane vanno sempre più online

La tecnologia al servizio della didattica: le università italiane vanno sempre più online

Università italiane on line


Le frontiere della didattica e in particolare quelle dell’università, ormai sono proiettate sul web e sulla fruizione dei contenuti a un pubblico di studenti e non.
Tra le nuove esperienze didattiche ci sono le università on line che hanno dato una decisa spinta verso l’istruzione a distanza.
Anche le università tradizionali hanno aperto dei “canali” preferenziali sia per gli studenti, che possono seguire le lezioni a cui magari non hanno potuto presenziare o riascoltarle, sia per chi vuole arricchire semplicemente il proprio bagaglio culturale o aggiornarsi.

I MOOC

La sigla MOOC sta per “Massive Open Online Courses” cioè corsi intensivi aperti a tutti, dove sia gli studenti che chi semplicemente ha interesse per l’argomento può seguirli. Non hanno infatti bisogno di password per l’accesso e possono essere seguiti da un numero indefinito di studenti da più parti del mondo.
Proprio i MOOC sono tra le esperienze messe in campo da importanti università sia italiane che estere tra cui il Politecnico di Milano piuttosto che Cambridge o Yale, che hanno forse un unico ostacolo che è quello della lingua. Troppo spesso infatti non sono accessibili a chi non è poliglotta e che comunque fa fatica magari a seguire diverse ore di lezione in inglese o nella lingua “locale” dell’università che li promuove.

Le eccellenze digitali delle università italiane

Le università on line ormai rappresentano un punto di riferimento nell’esperienza dell’ e-learning; i vantaggi sono tanti, a cominciare dalla gestione molto libera del tempo, dalla fruizione dei contenuti h 24 e dalla diminuzione delle spese relative a vitto e alloggio qualora ci si sposti in un’altra città. Università online come la Niccolò Cusano che ha un’offerta didattica per varie facoltà, master e corsi di aggiornamento, hanno incontrato il consenso di più di milioni di iscritti negli ultimi anni.
L’offerta formativa di queste università è varia, articolata e di alto livello per chi, per impegni lavorativi, famigliari o di altro tipo vuole avere massima libertà nel conseguire la laurea.

Le iniziative nelle università di Napoli, Milano e Torino

Anche le università tradizionali hanno scelto di avere un’interfaccia sul web che possa essere a disposizione di studenti e lavoratori che vogliono aggiornarsi e colmare magari delle lacune.
E’ il caso dell’Università Federico II di Napoli che in tal senso è stata all’avanguardia fin dal 2006 in fatto di tecnologie digitali.
Ha infatti avviato “Federica”, una piattaforma di e-learning, primo caso in Italia, che mette a disposizione le lezioni accademiche.
L’innovazione è continuata con EMMA, un nuovo progetto implementato dalla stessa università alla fine dello scorso settembre, con 10 MOOC che è possibile seguire a distanza.
L’ostacolo della lingua è stato superato, in quanto gli stessi corsi universitari hanno ben 10 idiomi diversi, incluso quello dell’Estonia, con sottotitoli.
Un grande passo in avanti è stato fatto per cui studenti da tutto il mondo potranno seguire i MOOC dell’ateneo partenopeo.
Il politecnico di Torino invece ha la sua piattaforma e-learning chiamata PORTO, dove sono presenti tutti i contenuti scientifici dell’ateneo mentre alcune delle aule potranno utilizzare presto stampanti 3D.
Il Politecnico di Milano ha invece BEEP che si configura come una sistema di apprendimento universitario a distanza.
Si caratterizza per 3 elementi tipici e cioè i MOOC, la digitalizzazione della didattica e la modalità e-learning e si serve anche di un motore di ricerca come Liferay.
Tra i progetti dedicati sia agli studenti che ai non iscritti all’ateneo meneghino c’è anche POK, che punta alla formazione professionale, e Elene2Learn per gli studenti che devono scegliere quale sarà il loro percorso universitario.

I limiti per l’e-learning in Italia

L’istruzione a distanza è sicuramente il futuro della didattica ma tanto c’è da fare ancora in Italia perché possa essere resa possibile e soprattutto semplificata.
Manca infatti una rete con la banda larga e anche gli insegnanti hanno bisogno di aggiornarsi sui nuovi metodi e sugli strumenti da utilizzare.





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