Jo Squillo e Francesca Carollo a pranzo col topo a Parigi

Jo Squillo e Francesca Carollo a pranzo col topo a Parigi

Le malcapitate sono rimaste allibite dallo scarso interessamento da parte del padrone del ristorante parigino


Jo Squillo, Gianni Muciaccia e Francesca Carollo, durante la pausa pranzo delle sfilate parigine, sono andati a mangiare in un ristorante del Marais e si sono trovati in una spiacevole situazione.

Mentre pranzavano i tre sfortunati prendendo l’ampolla dell’olio hanno trovato all’interno un ospite poco gradito. Nell’oliera c’era un topo, vivo e vegeto che cercava disperatamente di scappare. Il cameriere dopo le urla dei tre malcapitati è corso subito al tavolo portando via l’oliera e l’ospite ma purtroppo nessuno all’interno si è preoccupato della pessima figura o di porgere delle scuse a Jo Squillo, Gianni Muciaccia e Francesca Carllo.

Le due donne sono subito intervenute, sconvolte dall’accaduto infatti hanno dichiarato: “Ci hanno quasi ignorato, non ci hanno neppure chiesto scusa e ci hanno anche portato il conto, che abbiamo naturalmente pagato. Il padrone del locale si è limitato a dirci che Parigi è piena di topi e anche i ristoranti e che loro non possono farci niente, incredibile.”

L’incidente che è toccato ai tre malcapitati non è passato inosservato. A Bruxelles, da mesi gli eurodeputati stanno portando avanti la campagna denominata “guerra delle oliere“, una battaglia per imporre in Europa l’obbligo di bottigliette d’olio monouso etichettate.

Sergio Silvestris, eurodeputato del Pdl e componente della Commissione agricoltura del Parlamento Europeo, a Bruxelles ha dichiarato: “Ci voleva un topo vivo ritrovato da Jo Squillo nell’oliera di un ristorante di Parigi per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica su un tema importante come quello della sicurezza e della tracciabilità dell’olio d’oliva. Sono mesi che chiediamo invano al commissario Dacian Ciolos di introdurre in tutta Europa l’obbligo di bottiglie di olio etichettate, monouso e non riutilizzabili per mense e ristoranti, come già avviene in Italia. Le anonime oliere, infatti, a disprezzo dei più elementari diritti dei consumatori, contengono olio non tracciato, non sicuro e di dubbia qualità nelle migliori delle ipotesi. Le bottiglie con tappo antirabbocco possono invece garantire la certezza di un prodotto sicuro e genuino. In caso contrario ci si potrebbe imbattere, come ha constatato Jo Squillo, anche in bottiglie che contengono topi”. (s.s)





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