Italiani a Parigi, l’incredibile storia di Max Natalucci

Italiani a Parigi, l’incredibile storia di Max Natalucci

Tra gli italiani scampati agli attentati di Parigi di ieri sera anche due amici di Senigallia: Max Natalucci e Laura Appolloni. L’uomo scampò anche alla strage dell’Heysel nel 1985


Ieri sera, al Bataclan di Parigi, la sala concerti dove ha avuto luogo il più barbaro degli attentati terroristici rivendicati dall’Isis e che hanno provocato la morte di 129 persone al momento, erano presenti anche degli italiani. Tra questi anche due amici di Senigallia, Max Natalucci, 45 anni, e Laura Appolloni, 46. Max se l’è cavata con delle leggere escoriazioni ad una gamba, a Laura è andata peggio poiché è stata operata. Ma per fortuna stanno bene. Al Gr1 Laura ha raccontato: “Sto per essere operata. Ho un residuo di pallottola nella spalla destra che ha sanguinato parecchio. Durante il concerto si sono sentiti gli spari. Erano due persone con le mitragliette, hanno sparato per 10 minuti ininterrottamente, avranno sparato 5000 proiettili e io ne ho preso uno. Anche se si stava bassi, rasoterra, hanno sparato così tanto… Io per fortuna stavo sotto il palco e sono fuggita passando dietro le quinte, sfondando le uscite di sicurezza e passando sui tetti. Io e un’altra cinquantina di persone, quindi non abbiamo vissuto l’incubo di dentro. Siamo rimasti due ore in silenzio, poi le forze di sicurezza ci hanno tirati giù dal tetto”.

Il Corriere Adriatico ha invece riportato la testimonianza della sorella di Natalucci, portando alla luce dei risvolti davvero incredibili e a che molti potrebbero far gridare al miracolo. Max è sopravvissuto alla strage di ieri sera al Bataclan, ma non è l’unica, terribile, prova che ha superato nel corso dei suoi 45 anni di vita. Racconta la sorella di Max, Federica: “A 15 anni è scampato alla strage dell’Heysel, dove era andato con nostro padre e uno zio: le ore di ieri sera mi hanno fatto rivivere quelle angosciose dell’Heysel, quando non c’erano neppure i telefonini e non sapevamo cosa stesse succedendo.”

Federica non sembra però credere al semplice caso che avrebbe salvato suo fratello e aggiunge: “A 8 anni è stato baciato da Papa Wojtyla in piazza San Pietro”. Al concerto di Parigi, come racconta il sindaco di Senigallia, doveva essere presente anche la madre di Max, ma poi è rimasta qui. Laura e Max, sarebbero dovuti partire da Parigi martedì. Lui diretto a Belgrado dove lavora, lei a Senigallia. La donna però dovrà rimanere qualche giorno in più in ospedale a causa dell’operazione per le ferite riportate nell’attentato.

Simona Vitale





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