ISTAT e EUROSTAT, il fatturato industriale a maggio è sceso ancora

ISTAT e EUROSTAT, il fatturato industriale a maggio è sceso ancora

Continua la crisi dell’eurozona dall’Istat e dall’ Eurostat arrivano i primi segnali di una ripresa che si preannuncia difficile


Nessun sospiro di sollievo per la produzione industriale del Belpaese. Continua il perdurare della fase recessiva industriale italiana e ancora paiono solo un illusione le luci in fondo al tunnel di questa crisi che dal 2007 ha prodotto un calo produttivo di oltre il 20%.
Secondo i dati pubblicati il 21/07/2014 sul istat.it, a maggio, il fatturato dell’industria è sceso dell’1,0% rispetto ad aprile. Si registrano indici in territorio negativo sia sul mercato estero con il -1,9%, che sul mercato interno con il -0,6%.

Nel paese della cancelliera Angela Merkel la produzione industriale è scesa del dell’1,8%

Se prendiamo in considerazione il comparto manifatturiero, da sempre settore trainante dell’economia italiana, possiamo registrare il più ampio incremento nell’industria dei mezzi di trasporto con un +6,0% e invece il calo maggiore lo si riscontra nella fabbricazione di prodotti chimici con il -5,4%.
Un po’ a sorpresa anche in Germania, la locomotiva d’Europa, si registra un calo nella produzione industriale dell’1,8% su base mensile. Però va detto che il dato è viziato dalle molte festività presenti nel mese di maggio.
La Bundesbank, la Banca centrale tedesca, in un rapporto sottolinea le difficoltà dell’economia tedesca prevedendo una fase di stagnazione.

Cattive notizie anche per la Francia

Le brutte notizie sono anche per l’altro grande paese fondatore dell’Europa, ovvero la Francia, la quale registra un calo del -1,3% nel mese di maggio.
Invece l’Eurostat ha comunicato che la produzione industriale, nel mese di maggio, è scesa dell’1,1% rispetto ad aprile.
E i timidi segnali di ripresa, seppur solo intravisti in lontananza? Tutto questo non lascia molto spazio alla speranza di ripresa, ma piuttosto l’orizzonte appare pieno di nubi minacciose, lasciando presagire un altra fase di stagnazione.

Questa crisi dell’Eurozona sembra non avere mai fine. L’Eurozona, a guida tedesca, ma l’intera Europa, devono seriamente ripensare alla propria politica economica e fiscale, per evitare la marginalizzazione del nostro continente nel mondo.





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