Il convegno in difesa della famiglia tradizionale, tra omofobia, gaffe e preti pedofili

Il convegno in difesa della famiglia tradizionale, tra omofobia, gaffe e preti pedofili

Il convegno sulla famiglia promosso da Regione Lombardia, Alleanza Cattolica e Fondazione Tempi è stato oscurato da ospiti scomodi, gaffe in video e aggressioni


Ieri si è tenuto a Milano un convegno per la salvaguardia della famiglia tradizionale, quella composta da una madre, un padre e dei figli. Un convegno aperto al pubblico, apparentemente apartitico, organizzato e promosso dalla Regione Lombardia insieme a Alleanza Cattolica e Fondazione Tempi. Un discreto successo per partecipazione e pubblico, tuttavia oscurato da alcune gaffe e da “errori” nella gestione, soprattutto degli ospiti. Come vediamo nella foto qua sopra, in copertina, erano presenti Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia, il suo predecessore, Roberto Formigoni, senatore Forza Italia, il presidente del consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, l’assessore alla Cultura, Cristina Cappellini, Ignazio La Russa, più defilato rispetto alla foto, parlamentare di Fratelli d’Italia ed anche quel signore nel cerchiolino rosso, don Inzoli. Ma andiamo con calma.

Sostanzialmente il convegno è stato teatro di 3 vicende, 3 momenti molto discutibili che hanno messo in ombra tutto il resto.
-L’aggressione allo studente gay
Ad un certo punto del convegno, uno studente di 22 anni, Angelo Antinoro, è salito sul palco per fare una semplice domanda ai partecipanti. La sua non voleva essere una provocazione e sebbene fosse contrario al convegno e abbia iniziato il suo contributo alla discussione dicendo “Potevo stare fuori a manifestare con gli altri, ho preferito entrare”, non ha in nessun modo alzato i toni o insultato. Il contrario di quello che ha ricevuto. In un clima ostile, è salito sul podio e non gli è stato permesso di concludere il suo intervento e porre la domanda “Quanti di voi sanno se il proprio figlio è omosessuale?“. Strattonato e fermato, è stato portato via dal palco di peso. Di certo non una dimostrazione di tolleranza e apertura mentale da parte degli organizzatori e dei presenti. Clicca qui per il video

-Il contributo di La Russa
Ignazio La Russa è protagonista del secondo “incidente”. La Russa, come tanti suoi colleghi, di destra, sinistra, centro, e le varie correnti e sottocorrenti, è un politico e un parlamentare e in quanto tale è rappresentante del popolo. Si, del suo elettorato, ma non solo. Eppure l’onorevole, per titolo, La Russa, si è permesso di rivolgere un pepato epiteto nei confronti del giovane, definendolo ‘Culattone’. Urlandolo anzi. Era in seconda fila, ci sono molti video online che ritraggono la scena. Una leggerezza, uno scherzo, un insulto di un signore di 67 anni, in passato anche ministro della Repubblica, nei confronti di uno studente di 22. Una uscita goliardica degna di un ragazzino in gita scolastica, per far ridere i propri amichetti. Una scusa ufficiale non è stata ancora proferita.

-Don Inzoli, accusato di pedofilia
Il gran finale è arrivato con un pizzico di ritardo, giusto il tempo di rivedere le foto e scoprire un ospite particolare. Franco Bordo, di SEL, ha scoperto che dietro a Maroni e Formigoni, in quella foto qua sopra, c’è anche un prete, ma non uno qualsiasi. Si tratta infatti di Don Mauro Inzoli, ex parroco di Crema, che è stato costretto a ritirarsi a vita privata dal Vaticano per accuse di abusi su minori. La denuncia venne effettuata dal preside di un istituto superiore che ne parlò solo con il vescovo, lasciando all’oscuro le forze dell’ordine.

A giugno dell’anno scorso è arrivata la sentenza d’appello con cui la Congregazione per la Dottrina della fede, in base alle disposizioni di Papa Francesco, ha disposto per il sacerdote la ‘pena medicinale perpetua‘. Nessuna limitazione della sua libertà, può andare ovunque ma non potrà più dimorare nella diocesi di Crema, ne accompagnare minori o avere responsabilità in campo educativo, come neanche celebrare la messa in pubblico, nonostante rimanga sacerdote. Inoltre è stata ordinata un’adeguata psicoterapia della durata di cinque anni.

Bordo, come altri, ha accusato il convegno di essere omofobo e non è un caso che sia stato organizzato dalla Regione in comune con l’associazione Obiettivo Chaire, che si propone di curare i gay.
Immediata la risposta di Maroni “Era un convegno aperto al pubblico, non conoscevo questa persona: l’unico rammarico è che il cerimoniale non mi abbia informato altrimenti quella persona sarebbe stata allontanata perché non era opportuno che stesse lì” ha commentato il leghista, che alla domanda se fosse pentito che Inzoli fosse presente ha risposto “Assolutamente no”. Formigoni ha invece commentato così “Giudico inopportuna la presenza di don Inzoli”, tuttavia “è abnorme e strumentale la polemica che è stata montata”.





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