Giuliano Amato è il candidato migliore a Presidente della Repubblica

Giuliano Amato è il candidato migliore a Presidente della Repubblica

Rino Formica profetizza Giuliano Amato come nuovo Presidente della Repubblica e Napolitano come Presidente ombra


Linkiesta ha pubblicato una interessante intervista a Rino Formica, ex ministro delle Finanze socialista del governo Spadolini e grande conoscitore dei meccanismi della Repubblica.

Formica profetizza “Avremo due papi, due presidenti della Repubblica, il mandato di Napolitano non è ancora finito, durerà per altri cinque anni” e ancora “Mi pare che chi risponda di più all’identikit del nuovo presidente della Repubblica sia Giuliano Amato. E’ naturale che sia un nome in continuità con il mandato di Giorgio Napolitano, che continuerà a fare politica anche lontano dal Quirinale”

Ne è così sicuro?
Amato è la personalità che può guidare l’Italia sia per quanto riguarda i problemi che abbiamo con l’Europa, per la crisi economica e finanziaria, sia per quanto riguarda la trasformazione del nostro sistema istituzionale italiano. Nella rosa dei nomi circolati l’unico che ha le qualità di dottrina e esperienza per affrontare questo periodo molto difficile, situazione geopolitica di grande difficoltà, con i rischi di destabilizzazione terroristica, l’unico che ha questa forza è Giuliano Amato».

Lei lo conosce molto bene. Spesso l’ha anche criticato…
Non dobbiamo scegliere l’amico con cui fare le vacanze. L’Italia deve scegliere. O meglio a sceglierlo devono essere i mille sbandati del parlamento. Devono trovare una soluzione per un assetto istituzionale del Paese che è più che mai fragile, di caos di guida politica e di guida generale. I grandi partiti politici non ci sono più, le istituzioni sono frantumate, dobbiamo scegliere una personalità che nel Paese è capace per esperienza di guidarlo. Abbiamo bisogno di uno che sappia nuotare in mare aperto, attualmente c’è personale politico che sa nuotare nella vasca da bagno.

Vasca da bagno? A chi si riferisce?
Non voglio fare nomi, sarebbe offensivo, ma quando dico la dirigenza dei partiti ho detto tutto

Eppure lei definì Amato un «manipolatore della storia» e «un tassista»…
Io parlavo della vicenda politica socialista, in quel contesto, negli anni ’90, certo Giuliano Amato non brillò per rispetto della sua storia

Continuate a leggere l’intervista su Linkiesta





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