Francesco, il Papa che sta tra la gente

Francesco, il Papa che sta tra la gente

Un pontefice tra i fedeli perchè talvolta basta una parola buona


La Chiesa sta cambiando. Non c’è dubbio che Papa Francesco stia dando uno scossone alle abitudini che da sempre caratterizzano i cerimoniali vaticani.

Oggi, all’Angelus, ad attendere il pontefice erano in 150 mila “qui c’è tutto il mondo” – ha detto – e l’attesa non è stata vana. Non solo Francesco ha rimarcato che la misericordia dev’essere la parola di tutti i cattolici ma ha anche spiegato perchè ha scelto di chiamarsi come il “poverello” d’Assisi.

Chiesa povera per i poveri – ha detto in diverse occasioni – e misericordia che rende il mondo meno freddo.

E dopo la messa nella parrocchia di Sant’Anna il pontefice è sceso in strada, tra i fedeli, stringendo mani e soffermandosi in brevi colloqui. Tra di loro anche Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, la figlia di un dipendente del Vaticano, scomparsa oltre trent’anni fa. Il Papa e Orlandi si sono scambiati qualche parola – cosa che non era mai avvenuta con i pontefici che l’hanno preceduto -.

Insomma i gesti e non solo le parole di Papa Francesco fanno intuire che il suo pontificato sarà diverso, soprattutto volto ai più deboli, a chi soffre, a chi ha perso la fede o a chi non crede più nella Chiesa.

Già ha conquistato e scaldato i cuori della gente, quella gente che Francesco vuole stringere al petto come si fa tra fratelli.

Martedì inizierà ufficialmente il pontificato ed in queste ore stanno arrivando i capi di stato da mezzo mondo. Cattolici e non, credenti e non credenti. Sono bastati pochi giorni per capire che quell’uomo di pace che si ispira a san Francesco è sinceramente convinto che gli ultimi sono e saranno i primi. (gm)

 





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