Facebook, l’impero volge alla fine ?

Facebook, l’impero volge alla fine ?

Crollano gli utanti di USA e Regno Unito. Il futuro di Facebook è in bilico?


L’impero romano, anno più, anno meno, è durato 500 anni; l’impero di Mark Zuckerberg – un miliardo e cento milioni di abitanti virtuali – potrebbe non superare il decennio. E’ la velocità dell’era di Internet, dove tutto nasce, cresce e muore nel breve volgere di poche stagioni. E così si paventa se non il crollo il declino dell’impero che, per dirla tutta, stando a certi analisti già sarebbe dovuto finire, come nel giugno del 2011 riportava la rivista Forbes. Ma arrivano all’oggi, il punto di discussione sono i dati che arrivano da USA e Regno Unito, dove Facebook registra, ad aprile, 7,5 milioni di utenti in meno. Un calo di consensi che s’è accompagnato ad una drastica riduzione del valore dei titoli di borsa, passati in un mese da 42 a 25 dollari. E c’è di più, anche il “datagate” è arrivato in tempo a minare la credibilità del social network, e questo nonostante le dichiarazioni di Zuckie che assicurava che FB non aveva “mai fatto parte di un programma Usa o di altri governi che abbia accesso diretto ai nostri server“, ovvero teso alla violazione della privacy degli utenti.  Cosa succede nel paese “incantato” di FB?   La fine è vicina? Il Corsera riporta l’opinione di alcuni esperti, le riprendiamo. Per l’americano David Kirkpatrick, autore di Facebook la storia (Hoelpi) Facebook non sparirà nel breve periodo, piuttosto subirà un ridimensionamento. La minaccia maggiore arriverebbe da Google Plus, dove attorno al social  i tecnici di montani View hanno costruito un vero e proprio ambiente “fatto di app, piattaforme e precise strategie per la pubblicità“, cosa che renderebbe il social ben più allettante di FB.

A frenare la caduta degli utenti di FB sono i paesi emergenti, laddove al calo  di USA e GB corrisponde un aumento degli iscritti in paesi chiave con il Brasile cosa che farebbe dire a Zuckerberg che no, non c’è nessun calo, piuttosto una crescita di 23 punti rispetto all’anno scorso.
Tra i profeti del declino anche Marco Camisoni Calzolari, autore di Fuga da Facebook (Carte Scoperte) per il quale andrebbero separati gli utenti attivi dai semplici iscritti, un calcolo che non si può fare, una cifra che solo FB conosce e che va a suo svantaggio poiché “propone alle aziende di fare pubblicità sulla base di statistiche non verificabili e la mancanza di trasparenza fa diminuire la fiducia degli investitori“. Al contrario, Vincenzo Cosenza di Blogmeter sostiene che non c’è in vita alcun declino, sarebbe piuttosto il concorrente Twitter, con un calo dell’11,6 per cento ad essere in difficoltà. Perché FB regge? Per l’analista la causa è il network effect, “ossia l’effetto che rende difficile lasciare la piattaforma perché la sua utilità è aumentata grazie alla presenza dei propri amici“. Insomma, FB è un party dal quale non ti sottrai se la “bella gente” resta a farti compagnia. (a.d)





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