Elezioni Presidente della Repubblica Grasso per i primi tre scrutini e Bersani o Veltroni dal quarto

Elezioni Presidente della Repubblica Grasso per i primi tre scrutini e Bersani o Veltroni dal quarto

Elezioni Presidente della Repubblica, continuano a ipotizzarsi scenari e nomi per le votazioni che si svolgeranno il 29 gennaio e sanciranno l’erede di Napolitano


Oggi durante la direzione PD certamente si parlerà dell’argomento politico di questi giorni, il Presidente della Repubblica ma molto probabilmente non salteranno fuori nomi, è bene guardarsi dai nemici ma non bisogna perdere d’occhio neppure gli amici. Matteo Renzi sa che l’elezione del Presidente della Repubblica sarà un banco di prova importante per lui. I dubbi relativi al suo controllo sul partito non si sono mai spenti del tutto e una elezione confusionaria come quella del Napolitano bis con il fattaccio dei 101 non sarebbe certo una buona pubblicità per il Presidente del Consiglio.

Renzi sta parlando con tutti, Chiti, Zanda, Speranza e Bersani ma alza la cortina fumogena. Solo ieri dal suo circolo sono usciti i nomi di Luciano Violante e Marta Cartabia, un ex magistrato e la vice presidente della Corte costituzionale, entrambi sembrano nomi di schermo. Più senso pare abbiano i nomi di Veltroni e Bersani che circolano tra i ben informati tra quelli che potrebbero avere il via dal partito a partire dalla quarta votazione quando si passerà alla maggioranza di metà più uno.

Renzi però sta preparando anche l’ipotesi di elezione prima della quarta votazione, con u nome che potrebbe essere accettato non solo dal suo partito quindi e che possa raggiungere la maggioranza di 2/3 necessaria. Inutile dire che questo sarebbe una grande pubblicità per il Presidente del Consiglio. Il nome che probabilmente riscuoterebbe più consensi in questo caso sarebbe quello dell’attuale presidente supplente e Presidente del Senato Pietro Grasso. Vicino al PD, nominato da Bersani ma apprezzato dal tutta la maggioranza e probabilmente pure qualche grillino lo potrebbe votare. Certamente Berlusconi va in giro a dire che non vuole assolutamente un magistrato anche come carica più alta dello Stato ma, d’altronde, chi più di un magistrato potrebbe legittimare la sua agibilità politica? In questa ottica si inserisce il nome di Giovanni Legnini, uomo del PD e vice presidente del CSM che circola in translatantico.





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