Elena Ceste – le carte dell’inchiesta con le accuse al marito

Elena Ceste – le carte dell’inchiesta con le accuse al marito

Escono le prime carte dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Michele Buoninconti, il marito di Elena Ceste


Sono uscite le prime carte dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Michele Buoninconti per l’omicidio di Elena Ceste. Dalle carte degli inquirenti Michele emerge come autoritario, calcolatore, egocentrico e moralmente intransigente mentre lei come chiusa, riservata e infedele. Questa è la cornice del delitto Ceste. Il movente sarebbe l’odio maturato verso la moglie alla quale pensava di aver offerto una famiglia, una casa e la dignità del proprio lavoro e da cui pensava di essere stato ripagato con vergogna e mortificazione. Il giudice Giacomo Marson ha sintetizzato in questo modo il lavoro di un anno degli inquirenti che, quindi, danno molta importanza ai profili comportamentali dei due coniugi.

Gli inquirenti definiscono lui come spietato nella pianificazione dell’omicidio e nell’occultamento del cadavere della moglie. Totalmente assorto nella sua vendetta da dimenticarsi dei figli di 6, 9, 11 e 14 anni. Figli che ora sono doppiamente orfani e che sono stati affidati ai nonni materni.

Una intercettazione ambientale è particolarmente significativa. Il 5 maggio dello scorso anno quando il corpo non era stato ancora trovato e non si parlava di omicidio mentre sono tutti in casa lui attacca “Loro vogliono sentire solo questo… Che tra di voi non andate d’accordo!(tra lui e la moglie, ndr). Così uno va da una parte, uno da un’altra, un’altra ancora da un’altra parte…. Vi va bene vivere così? Separati? Mamma è chissà dove! E a me mi mettono ancora da un’altra parte… Perciò cercate di essere bravi tra di voi”.

Poi chiede hai figli “Mi avete mai visto litigare con mamma?” La bambina: ”si”, il fratellino “E lo chiedi?”. Michele quindi “Eh, loro questo vogliono sentire… se gli dite sì state tranquilli che mi mettono da un’altra parte!” ma la bambina insiste “Tante volte hai litigato con la mamma!” e lui “Non le devi dire queste cose, ti tolgono anche me, dopo la mamma. Ora la domanda la faccio a tua sorella e ascoltala: mi hai mai visto picchiare la mamma?”. La sorella risponde “No”.

Non esiste una pistola fumante, insomma ma il clima famigliare, i rapporti e i tentativi di depistaggio del marito.

Un tentativo di depistaggio Michele lo aveva già fatto quando dichiarò: “Come vigile del fuoco mi sento dire che nella provincia di Asti censiscono i pozzi, nei pressi di Cuneo no”. Aveva anche detto agli inquirenti che Elena non andava mai nelle strade in cui poi è stata ritrovata.

La perizia legale ha accertato che il motivo della morte è stato soffocamento.





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