Ebola, Barroso rinnova l’allarme

Ebola, Barroso rinnova l’allarme

Ebola diventa una priorità per l’Europa, Obama pensa al supercommisario per l’emergenza e Nigeria e Senegal stanno per essere dichiarate “virus free”


Il presidente della commissione europea Barroso uscendo dal vertice ASEM di Milano ha parlato dell’ebola in termini allarmistici: “L’ebola può diventare una catastrofe umanitaria di grandissime dimensioni” ed è una responsabilità di tutta la comunità internazionale fare si che questo non succeda. Ebola è diventata in questi giorni una delle priorità della UE e Barroso ha anticipato che nel consiglio UE sarà deciso qualcosa a riguardo.

Obama nel frattempo apre all’ipotesi di uno “Zar” per la lotta al virus aprendo nei confronti delle pressanti richieste del Partito repubblicano. Il presidente americano ha precisato che questa decisione non sarebbe un voto di sfiducia nei confronti del Ministro della sanità, Sylvia Burwell. Obama ha risposto in modo negativo, invece, a chi chiedeva la sospensione dei voli dall’Africa occidentale.

La Francia ha smentito il contagio che avrebbe colpito una delle infermiere che avevano curato a fine settembre una delle operatrici sanitarie francesi che avevano contratto il virus in Liberia. La donna era stata ricoverata con una forte febbre ma le analisi sono risultate negative.

In Africa stanno per essere dichiarati “virus freeSenegal e Nigeria. L’OMS rilascia questo status dopo 42 giorni senza nuovi contagi. La Nigeria, nonostante avesse scoperto tardi che il contagiato avesse l’ebola è riuscita a contenere il contagio. La tecnica concentrica di identificazione dei contatti dell’uomo ha funzionato e il focolaio è stato estinto. In Nigeria il focolaio era partito da un viaggiatore liberiano che aveva tentato di estendere l’epidemia volontariamente. Una volta identificato il paziente che inizialmente era stato curato per la malaria le autorità hanno fatto 18500 visite mediche scoprendo i 19 casi di pazienti direttamente infettati dal liberiano.

Il vaccino, comunque, non arriverà in tempo per essere usato su larga scala durante l’epidemia attuale. Le previsioni più ottimistiche parlano del 2016 come l’anno in cui le case farmaceutiche saranno in grado di produrre su larga scala il vaccino sperimentale.





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