Cristina Kirchner non crede che Alberto Nisman si sia suicidato

Cristina Kirchner non crede che Alberto Nisman si sia suicidato

La presidente Argentina sorprende tutti e rivela di non credere che Alberto Nisman, il procuratore che la accusava di aver insabbiato l’inchiesta AMIA si sia suicidato


Cristina Kirchner oggi ha dichiarato di non credere che Alberto Nisman, il PM che stava indagando sul suo coinvolgimento nel caso dell’insabbiamento del caso AMIA si sia suicidato. La Kirchner ha adottato questa singolare difesa dopo che il 70% degli argentini, secondo un sondaggio, credono che il procuratore sia stato ucciso e che lei è finita al centro delle polemiche.

La Kirchner ha pubblicato un post sul proprio profilo Facebook in cui sostiene che il procuratore sia stato usato per “denunciare qualcosa che sapevano era falso e non avrebbe retto” e che “lo hanno usato da vivo e poi avevano bisogno che morisse”. Ha concluso che “è qualcosa di triste e terribile”. La dichiarazione della Presidente argentina arriva poche ore dopo la pubblicazione da parte della Corte suprema argentina del testo integrale della documentazione che Nisman avrebbe dovuto presentare davanti al Parlamento poche ore dopo il suo presunto suicidio. Nel documento ci sono gli elementi che Nisman aveva usato per fondare la sua accusa nei confronti della Kirchner e di altri alti ufficiali del governo argentino di aver insabbiato l’inchiesta sulla morte di 85 persone al centro ebraico AMIA a Buenos Aires nel 1994 per avere in cambio petrolio a basso prezzo dagli iraniani. L’Iran è stato accusato di aver organizzato l’attentato con la complicità di Hezbollah.

I giornali argentini hanno pubblicato alcuni estratti del documento in cui vengono riportate intercettazioni in cui viene fatto riferimento al fatto che la Kirchner avesse emanato una esplicita direttiva per nascondere le responsabilità iraniane nell’attentato.

Gli iraniani, attraverso la televisione di stato, accusano i candidati alle presidenziali di destra di strumentalizzare il caso per ottenere dei vantaggi alle elezioni di ottobre ingraziandosi le lobby pro ebraiche incolpando l’Iran.

La televisione iraniana ha spiegato che le accuse di Nisman sono false e, probabilmente, sono un tentativo di depistaggio condotti dai servizi deviati. Le indagini, secondo Press Tv, saranno condotte con la massima trasparenza da parte delle autorità argentine.

La comunistà ebraica, invece, chiede giustizia e il presidente dell’AMIA, la mutua ebraica colpita dall’attentato, Leonardo Jmelnitzky ha dichiarato: “Ci sono enormi dubbi sulla morte di Alberto Nisman” e che le cause della scomparsa del PM non sono state chiarite. Jmelnitzky ha continuato “E’ molto angosciante vivere in un paese dove qualsiasi ipotesi è plausibile”. Julio Schlosser, il presidente della Delegazione associazioni israelite argentine ha detto “La gente è stufa di non avere giustizia” e che Nisman a causa del lavoro svolto negli anni è insostituibile.





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