Crisi in Siria: accordo raggiunto, Damasco esulta

Crisi in Siria: accordo raggiunto, Damasco esulta

In attesa del rapporto ONU, Assad prepara la lista delle armi e ringrazia la Russia di Putin


La tre giorni di Ginevra ha costituito uno snodo decisivo nella ridefinizione dei rapporti tra USA e Russia in merito alla crisi siriana: il confronto tra John Kerry e Sergei Lavrov è stato un successo diplomatico e ha consentito alle due superpotenze di trovare un accordo fondamentale per appianare un contrasto di vedute che, fino alla scorsa settimana, sembrava sul punto di implodere.

In attesa del rapporto degli ispettori ONU sulle armi chimiche, atteso per oggi sul tavolo del Consiglio di Sicurezza, Obama e Putin lanciano importanti segnali di riavvicinamento.

Il presidente americano, dopo aver ribadito la sua fiducia in Putin sull’accordo che ha portato al piano di disarmo, in un intervista ospitata sulle pagine del New York Times ha dichiarato: «Restiamo distanti su molte cose, ma su tante importanti questioni continuiamo a lavorare insieme».

Scongiurata per il momento l’ipotesi di un intervento militare statunitense, il governo di Damasco esulta e promette di rispettare gli accordi presi con le Nazioni Unite.

Queste le parole di Ali Haidar, ministro per la Riconciliazione siriano: «Siamo soddisfatti per questo accordo, perché da una parte aiuta i siriani ad uscire dalla crisi, dall’altra permette di evitare la guerra contro la Siria avendo privato di argomenti coloro che la volevano lanciare».

Il riferimento, nemmeno troppo implicito, è alla minaccia espressa nei giorni scorsi da Stati Uniti, Inghilterra e Francia di ricorrere al capitolo VII della Carta Onu in caso di rifiuto, da parte della Siria, di attuare le procedure di disarmo imposte dalle Nazioni Unite.

Gli effetti dell’accordo di Ginevra si stanno riflettendo anche sui rapporti tra la Casa Bianca e il governo iraniano del moderato Hassan Rohani, successore di Mahmud Ahmadinejād: in questi giorni Obama ha confermato infatti, tra lo stupore generale, l’esistenza di un fitto scambio epistolare con lo stesso Rohani sul tema del controverso programma nucleare di Teheran.

Il presidente americano ha ribadito che il dossier nucleare è un problema ben più importante rispetto a quello delle armi chimiche, e che l’intesa raggiunta sulla crisi siriana potrà essere utile anche per regolare le ambizioni nucleari dell’Iran.

Nei prossimi giorni al Palazzo di Vetro si discuterà di questo e molto altro, nella speranza che una soluzione diplomatica sia effettivamente attuabile.

(St.S.)





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