Cosa sta succedendo in Argentina con l’inchiesta sulla morte di Alberto Nisman

Cosa sta succedendo in Argentina con l’inchiesta sulla morte di Alberto Nisman

La morte di Alberto Nisman scuote l’Argentina, il suicidio resta la pista più probabile ma molte cose non tornano


Continuano le indagini sulla misteriosa morte di Alberto Nisman, il procuratore che stava indagando sull’insabbiamento delle indagini sull’attentato all’AMIA il centro culturale ebreo colpito da un attentato che provocò 85 morti.

Alberto Nisman è stato trovato morto nel suo bagno dalla madre con una pistola vicino e nessun biglietto per spiegare il gesto. Dopo poche ore il PM si sarebbe dovuto presentare in parlamento per presentare una relazione che riguardava il coinvolgimento di alte cariche dello Stato nella questione. Tra i coinvolti c’è la Presidente Kirchner.

La procuratrice che sta indagando sull’inchiesta, Viviana Fein, ha dichiarato che dalle prime indagini si continua a pensare che sia stato un suicidio. Nisman è morto a causa di un singolo colpo alla tempia sparato a breve distanza. Il proiettile è stato trovato nel suo cranio e il calibro è compatibile con la pistola trovata a fianco al cadavere.

La porta del suo appartamento era chiusa dall’interno e la chiave era ancora nella toppa ma a il primo test del guanto di paraffina, usato per stabilire se una mano ha sparato, ha stabilito che Nisman non ha esploso colpi di arma da fuoco. Saranno compiute indagini più approfondite sull’argomento.

Fein ha dichiarato che l’ipotesi più probabile rimane il suicidio anche perché sul corpo non sono state trovate ferite o segni di colluttazione, l’appartamento era in perfetto ordine. Fein, comunque, non ha escluso che Nisman abbia ricevuto pressioni che lo abbiano portato al suicidio.

Il tempismo del presunto suicidio, poi, è quantomeno sospetto. Settimana scorsa Nisman aveva accusato la Presidente argentina Kirchner, il ministro degli Esteri e altri funzionari governativi di aver insabbiato l’indagine sull’AMIA con lo scopo di coprire il coinvolgimento iraniano nell’attentato affinché l’Iran fornisse petrolio a prezzi vantaggiosi. L’Argentina è in crisi energetica.

Nisman sosteneva che la strage fosse stata organizzata dall’Iran e compiuta materialmente da Hezbollah. Nel 2007 sono stati emessi dei mandati di cattura internazionale nei confronti di sei cittadini iraniani. L’Iran ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nell’attentato. Secondo l’inchiesta di Nisman il ministro degli Esteri Timerman avrebbe promesso agli iraniani di fare pressione sull’Interpol per fare ritirare i mandati di cattura.

Buenos Aires è stata invasa da manifestanti che chiedono trasparenza sulla morte di Nisman e anche in altre città argentine ci sono state manifestazioni simili. Il governo ha chiarito nelle ultime ore che Nisman disponeva di una scorta di ben 10 persone che però tenevano d’occhio la sua casa senza entrarci.





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