Charlie Sheen, l’assistente sapeva dell’HIV

Charlie Sheen, l’assistente sapeva dell’HIV

L’ex-assistente personale di Charlie Sheen faceva parte del ristretto numero di persone ad essere a conoscenza del fatto che l’attore…


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L’ex-assistente personale di Charlie Sheen faceva parte del ristretto numero di persone ad essere a conoscenza del fatto che l’attore 50enne avesse contratto il virus dell’HIV.
L’uomo 34enne, tale Steve Ham, ha lavorato per Sheen nel 2011 e oggi ricorda un episodio che, con il senno del poi, lascia presagire come la star di ‘Due Uomini E Mezzo’ già all’epoca sapeva di essere sieropositivo.
Dopo essersi procurato una ferita ad una gamba durante una festa, Charlie, in preda al panico, invitò tutti i presenti a stargli alla larga e a non toccare il suo sangue.
Ham ricorda inoltre come un amico di Charlie, di cui preferisce non fare il nome, fosse rimasto sotto-shock in seguito alla reazione del controverso attore 50enne.
Steve ha spiegato al Daily Mail Online: “Si è trattato di una reazione oltremodo strana, sembrava incredibilmente preoccupato che qualcuno fosse effettivamente venuto a contatto con il suo sangue.”
“Stavamo festeggiando, – continua l’ex-assistente – eravamo in una stanza adiacente alla sua camera da letto, tentavamo di smorzare la sua reazione perché eravamo nel bel mezzo di un party, ma io internamente sentivo che qualcosa non quadrasse. Lo vedevo nei suoi occhi.”
“All’epoca pensai che Charlie avesse contratto l’Epatite C o qualcosa del genere, ma non mi sarei mai immaginato che si trattasse di qualcosa di ancora più grave”.
“Sapevo che qualcosa non andava, ma non avevo l’autorità di chiederglielo”.
Han ricorda il momento quando Charlie gli confessò di essere sieropositivo.
“Ricordo che ebbi una discussione con una delle guardie del corpo di Charlie, mi stava rendendo la vita difficile ed era un periodo in cui non andavamo esattamente d’accordo”.
“Quella notte Charlie mi ha chiamato a parte e mi ha chiesto se tutto stesse andando bene. Eravamo seduti attorno al tavolo della sua cucina. Io ero molto nervoso e gli ho raccontato tutti i miei problemi. Per una volta stavamo cercando di essere sinceri l’un con l’altro. Gli ho detto quello che era successo con la guardia del corpo e lui ha cominciato a parlare dei suoi problemi, e io gli dissi che la vita non è perfetta. Poi ad un certo punto, disse: ‘Ho l’HIV’. Sono rimasto basito. Ero scioccato. Lui era triste nel dirmelo, non voleva dirmelo, voleva conforto forse. È stato molto forte, ha detto: ‘Va bene, non piangere. Non sto morendo. Le cose miglioreranno.'”.
“Voleva rassicurarmi del fatto che stesse andando dai dottori giusti e seguendo i trattamenti. Non l’ha vista come una condanna a morte”.





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