Bentornato Presidente!

Bentornato Presidente!

Nei giorni più surreali della Repubblica Italiana, “Re Giorgio” ha risposto all’appello. E’ lui il 12mo Presidente della Repubblica


Non posso sottrarmi a un’assunzione di responsabilità verso la nazione. Confido che vi corrisponda una analoga collettiva assunzione di responsabilità” recitava la nota con la quale, nel primo pomeriggio, Giorgio Napolitano scioglieva ogni riserva dichiarandosi disponibile ad una rielezione al Quirinale.

Ed ora che i “grandi elettori” hanno suggellato la conferma con una valanga di voti, s’inseguono i commenti, le illuminate analisi, le previsioni su quelle che potranno essere le prossime sue mosse, su quello che potrà essere – presto, per favore – il nuovo Governo del Paese. Si poteva fare diversamente, dicono in tanti. Certo, si poteva, ma oggi corre l’obbligo di guardare avanti.

Giorgio Napolitano arriva da un settennato difficile, nato in maniera contrastata ma finito col plauso generale. L’ex comunista che saliva sul colle più alto cominciò il suo cammino con una parte della politica nazionale che gli era decisamente contraria (PDL e Lega). La stessa che oggi – con gli alti – ha invocato il suo nome. Ma ogni pregiudizio Re Giorgio l’ha sciolto sul campo. Ci ha aiutato, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, a ritrovare l’orgoglio nazionale assopito, ha dimostrato in ogni momento d’avere a cuore la sorte delle giovani generazioni, ha insistito sui diritti umani, sulla cultura, ha richiamato la politica alle responsabilità sui problemi degli immigrati e delle morti sul lavoro, che grazie a lui sono emerse dai trafiletti in cronaca per arrivare alle prime pagine (sono tornate a scomparire, confidiamo che riprenda la battaglia); ha tenuto la barra del timone salda nella bufera di una realtà italiana sempre più complessa e di un mondo sempre meno disposto a comprenderla, guadagnando, per un Paese devastato dagli scandali e dalla crisi, la stima internazionale. Re Giorgio, così lo battezzò a fine 2010 il New York Times, così gli replicarono i media di mezzo mondo: da Wired che lo elesse Uomo dell’anno, a Rolling Stones che lo elesse “rockstar” (con affetto) . Nel momento peggiore della crisi dei mercati finanziari, con un’Italia sull’orlo del tracollo, Giorgio Napolitano riuscì con autorevolezza a unire il Parlamento nel voto a un nuovo Governo. Quel che è accaduto dopo è un’altra storia ma resta il fatto che oggi, in un’Italia più che mai divisa e politicamente allo sbando, è ancora lui la roccia alla quale il Paese si aggrappa.
Il 29 giugno prossimo il Presidente compirà 88 anni, probabilmente l’uomo avrebbe voluto trascorrere la giornata lontano dalle ribalte. Ne avrebbe avuto il diritto, ma qui c’è ancora bisogno di Lui. In bocca al lupo, Presidente! E auguri all’Italia. (g.m)

Il presidente Napolitano in occasione della “Notte del Tricolore”, 16 marzo 2011




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