Attentati a Parigi – il calciatore Diarra in campo con la Francia piange la cugina morta

Attentati a Parigi – il calciatore Diarra in campo con la Francia piange la cugina morta

Negli attentati a Parigi ha perso la vita anche la cugina di Lass Diarra che durante le esplosioni era in campo per l’amichevole Francia – Germania allo Stade du France


La terribile notte degli attentati di Parigi ha colpito al cuore ognuno di noi, ma ci sono due persone, due calciatori, che il 13 novembre erano in campo allo Stade du France per l’amichevole Francia -Germania: parliamo di Antoine Griezman e Lassana Diarra. Come purtroppo sappiamo lo stadio ha rappresentato uno dei luoghi degli attentati rivendicati dall’Isis, dove le esplosioni sono state sentite anche dai giocatori in campo. La partita ha avuto luogo in un clima surreale con i momenti terribili del finale in cui gli spettatori, anziché uscire, cercavano di mettersi al riparo sul campo. Due calciatori, due persone comuni, potrebbero essere già scossi da eventi del genere ma il destino ha voluto che Griezman e Diarra fossero colpiti più nel profondo da questa terribile notte di morte e paura. Così mentre i due inseguivano il pallone sul campo da calcio, la cugina di Diarra (per lui una sorella come commenterà più tardi su Twitter) è stata uccisa dagli attentatori. La sorella di Griezman, anch’ella al Bataclan (dove si è consumato il più atroce degli attentati simultanei di Parigi) è riuscita miracolosamente a salvarsi.

Diarra ha scritto poi, affidandola ai social, una lettera in cui esprime il suo dolore per la perdita della cugina ma per difendere la diversità nel suo Paese (lui è musulmano di origine maliana):

“Buonasera a tutti. Alla luce degli avvenimenti drammatici avvenuti e con il cuore pieno di tristezza, prendo la parola oggi. Sono stato personalmente toccato dalla tragedia: mia cugina, Asta Diakite, figura tra le vittime di una delle sparatorie che ha avuto luogo ieri, dove sono scomparse centinaia di altri innocenti francese. È sempre stata per me un rifugio, un supporto, una sorella maggiore. In questo clima di terrore è importante per tutti noi rappresentanti del nostro Paese e della sua diversità di prendere la parola. Dobbiamo rimanere uniti contro un orrore che non ha né colore né religione. Difendere il rispetto e l’amore della pace. Grazie a tutti per la vostra testimonianza e i vostri messaggi: prendetevi cura di voi e della vostra famiglia, e che le nostre vittime riposino in pace”.





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