Apple Maps, un disastro

Apple Maps, un disastro

Apple abbandona Google Maps e toppa clamorosamente. Che figuraccia!


Apple maps. Una sola? Parrebbe di sì!

Errori a volontà. Cita il quotidiano spagnolo “El Pais: “Il fiume Ebro è stato posizionato in Brasile“. Ma non basta. Un’azienda è scomparsa da Londra, la stazione di Paddington si trova in Ontario, riporta The Guardian. E i francesi hanno perso diversi monumenti. E così è in Australia e in Germania. I reclami sono da un capo all’altro del mondo, anche nel forum di discussione del sito web di Apple.

Insomma l’ultimo aggiornamento dell’iPhone5, e il tablet di Apple – quei prodotti col sistema operativo iOS6 portano più di 200 aggiornamenti, ma uno dei più importanti è il cambio della cartografia digitale. Da Google Maps, che ha debuttato con il primo iPhone nel 2007, a Apple maps.

E la prima esperienza con Apple Maps è stata disastrosa.

I social media si sono scatenati con battute anche pesanti sugli errori che sono davvero inammissibili.

Città come New York – dove manca la Statua della Libertà – o Londra si son visti sottrarre monumenti simbolo. I ponti sul Tamigi sono diventati delle strisce – anche in modalità 3d – e poi fiumi nelle città, ma dove in realtà non ci dovrebbero essere o metropoli “depredate” delle circonvallazioni o autostrade.

Non è possibile, ad esempio, riconoscere nella mappa se in dato posto urbano vi è una fermata dell’autobus. Né metropolitana, o stazione ferroviaria a differenza – per la verità – di Google Maps, i cui risultati sono eccellenti.

Per fare un altro esempio – sempre secondo “El Pais”, se si digita “stazione Sants”, la stazione ferroviaria principale di Barcellona, si scopre che dista dalla città 781 chilometri, in Andalusia.

Per l’Italia – secondo quanto riporta “Repubblica” che ha sperimentato la modalità “vista dall’alto in 3d” i risultati per Roma o Milano sono “sconvolgenti”.

“A piazza del Popolo le macchine sembrano sciogliersi nella strada mentre la Basilica di Santa Maria in Montesanto assomiglia alla casa degli orrori di un luna park”.

E se i social network si scatenano dando fondo all’ironia, il passo falso di Apple vale milioni di dollari, anzi miliardi. Le mappe restano tra i servizi in assoluto più richiesti dai fruitori di dispositivi mobili, qualsiasi sistema abbiano scelto. Mappe che, secondo alcuni osservatori, valgono grazie alla pubblicità geolocalizzata il 25% dei 2,5 miliardi di dollari generati dagli annunci online. (g.m.)





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