Appello per Fabri Fibra: XL e Mei insieme in difesa del rapper

Appello per Fabri Fibra: XL e Mei insieme in difesa del rapper

In tanti hanno parlato di censura e c’è chi si schiera apertamente dalla parte di Fabri Fibra e contro i sindacati.


La decisione da parte dei sindacati di escludere Fabri Fibra dal concertone del Primo Maggio a Roma sembra non smettere di destare scalpore e di creare polemica. Già diversi artisti hanno espresso solidarietà al rapper di Senigallia e si moltiplicano gli appelli per permettere a Fabri Fibra di esibirsi sul palco di Piazza San Giovanni.

L’ultimo in ordine di tempo è quello del Mei che ha lanciato una comunicazione efficace:

Il Mei – Meeting delle Etichette Indipendenti aderisce convintamente all’appello lanciato da XL, condividendone pienamente i contenuti, affinché Fabri Fibra non venga escluso dal Concerto del Primo Maggio e al contrario ne sia uno dei grandi protagonisti. Si tratta infatti di uno dei nuovi cantautori rap italiani più intelligenti e innovativi del panorama del nostro paese oltre ad essere uno dei più attenti osservatori attraverso i suoi testi dei principali fenomeni sociali e culturali in Italia portando posizioni e punti di vista originali e di valore -come accaduto anche durante un suo interessante programma televisivo- all’attenzione del pubblico italiano, con particolare riferimento a a quello più giovane. Uno dei rapper che fa ballare e pensare contemporaneamente, uno dei cantautori più profondi, attraverso i ritmi hip hop, di questi ultimi anni.

D’accordo con l’appello di XL Invitiamo gli organizzatori del Concerto del Primo Maggio a riconsiderare la presenza di Fabri Fibra alla manifestazione non solo in nome delle nostre ferme convinzioni anticensura ma alla luce del fatto che l’esclusione si basa su un’interpretazione superficiale e scorretta della sua poetica, sicuramente dura e provocatoria ma ispirata a tematiche di stampo fortemente etico tese a condannare il consumismo sessuale, l’utilizzo di droghe pesanti, la vacuità dei comportamenti ispirati da modelli culturali di basso livello diffusi dalla televisione. Invitiamo tutti ma in particolare quelle associazioni che lo hanno condannato a guardare il video di Controcultura che, citando i Clash, termina con questa frase: «Penso che la gente debba sapere che noi dei Clash siamo antifascisti, contro la violenza, siamo anti-razzisti e per la creatività. Noi siamo contro l’ignoranza», Joe Strummer.

Chissà se i sindacati e gli organizzatori del concerto terranno conto delle parole del Mei e di XL…

 

(b.p.)





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