Warhol, poca trasparenza alla Fondazione

Warhol, poca trasparenza alla Fondazione

Il critico d’arte Richard Dorment lancia una campagna per la trasparenza nel caso dei “falsi” Warhol


Attraverso una lettera aperta pubblicata nell’edizione online di The Art Newspaper , Richard Dorment – capo critico d’Arte al britannico The Daily Telegraph – ha sollecitato la Andy Warhol Foundation ad una maggiore trasparenza per quanto riguarda le origini di quelle opere di Warhol autenticate che una volta erano state ritenute false.
L’appello fa riferimento ad un dibattito in corso da qualche tempo riguardo la legittimità di 44 opere che pare siano state prodotte senza la conoscenza di Andy Warhol dall’artista Rupert Jasen Smith. Nel 1991, i rappresentanti del fondo Warhol hanno confiscato i dipinti dagli esecutori di Smith, sostenendo che non erano “l’opera di Andy Warhol ” e aggiungendo che la loro grande somiglianza a pezzi esistenti dell’artista avrebbe minacciato sia la sua reputazione sia “ l’integrità del mercato ” .

12 anni dopo (secondo Dorment proprio quando “i prezzi di Warhol hanno cominciato a salire” ) il consiglio della Andy Warhol Art Authentication ha riesaminato le opere . Anche se, inizialmente, sono state etichettate come “intrinsecamente disoneste” – e quindi illegittime – una successiva riunione del giugno 2003 ha ribaltato la decisione dichiarando infine 35 dei 44 dipinti autentici.

il verbale di quella seduta solo ora è venuto alla luce  documento prodotto nel corso della riunione del giugno 2003. E con la casa d’aste Christie che sta ora vendendo le rimanenti opere di proprietà della Fondazione Warhol, Dorment ha chiesto che i dettagli sulle origini delle opere vengano messe a disposizione del pubblico. (g.m)





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