Vermeer e la musica, una mostra che risuona d’antico

Vermeer e la musica, una mostra che risuona d’antico

Vermeer e la musica, l’arte dell’amore e dello svago. 26 giugno – 8 settembre 2013 alla National Gallery di Londra


Nei gelidi inverni olandesi del XVII secolo i passatempi per le fanciulle della ricca borghesia repubblicana non dovevano essere numerosi, qualche lettura biblica (la maggioranza di esse sapeva leggere e questo meriterebbe un capitolo a parte), probabilmente il casto sogno di un amore …. e la musica. Passatempo quotidiano molto diffuso tra le élite dell’Olanda del tempo, dicono gli storici. E lo confermano gli artisti: quegli straordinari narratori della contemporaneità che furono i pittori dell’epoca d’oro dell’arte olandese che hanno fatto della musica uno dei motivi più popolari delle loro opere.

Non è facile trovare assieme ben quattro dipinti di Johannes Vermeer e basterebbe questo a rendere la mostra imperdibile. Tre straordinari dipinti di musiciste sono riuniti per la prima volta. Le due opere di Vermeer della collezione della National Gallery: La donna in piedi alla spinetta e La donna seduta alla spinetta, affiancate dalla Suonatrice di chitarra, in prestito eccezionale dalla Iveagh Bequest, Kenwood House di Londra e da La lezione di musica, concesso in prestito dalla Regina Elisabetta II.

Nei dipinti olandesi del XVII secolo la musica poteva avere molte diverse associazioni: nei ritratti, ad esempio, uno strumento musicale o un canzoniere potevano voler indicare il talento o la sofisticatezza del soggetto, mentre nelle nature morte o nelle scene di vita quotidiana diventavano metafora di armonia, un simbolo di transitorietà, oppure, a seconda del tipo di musica, un indicatore di istruzione e di buona posizione nella società.

I coinvolgenti ritratti delle performance musicali domestiche presenti in mostra spaziano da immagini contemplative di singoli musicisti a vivaci concerti, fino ad incontri amorosi tra l’insegnante di musica e l’allievo. Oltre alle opere di Vermeer, la mostra include infatti dipinti di Gerard ter Borch, Gabriel Metsu, Jan Steen, Pieter de Hooch e Godfried Schalcken mentre una sfilata di strumenti del XVII secolo: virginali, chitarre, liuti consentono un confronto diretto con l’accuratezza tipica delle riproduzioni pittoriche del periodo e permettono di capire il motivo per cui gli artisti possano essersi presi delle licenze artistiche per esaltare il richiamo visivo delle loro opere.

Nota finale: Tre volte a settimana (giovedì, venerdì e sabato), i visitatori potranno assistere a concerti dal vivo dell’Academy of Ancient Music pensati per dare vita ai dipinti attraverso la musica dell’epoca.

Betsy Wieseman, curatrice dei dipinti olandesi presso la National Gallery, commenta: “Questa mostra si presenta come una fantastica opportunità per capire il ruolo prominente ricoperto dalla musica nell’arte e nella società olandese del XVII secolo. Speriamo che i visitatori della galleria possano rivivere lo stesso tipo di piacevoli associazioni musicali provate dai nostri predecessori del XVII secolo mentre ammiravano questi dipinti suggestivi di Vermeer e dei suoi contemporanei.” (www.nationalgallery.org.uk ) (a.d)





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