Venezia 71 Al Pacino domina la Mostra, ma i suoi film non convincono

Venezia 71 Al Pacino domina la Mostra, ma i suoi film non convincono

Il divo è sbarcato in laguna portando The Humbling e Manglehorn, mentre 3 Cours raccatta solo fischi


Al Pacino sbarca in laguna catalizzando subito tutta l’attenzione su di lui. Sono due i titoli che ha portato ieri a Venezia: The Humbling (fuori concorso) di Barry Levinson, tratto da L’umiliazione di Philip Roth, e Manglehorn di David Gordon Green. Curiosamente, i personaggi interpretati dal grande attore nei due film presentano alcune caratteristiche in comune: nel primo Pacino veste i panni di un attore di teatro che, alla soglia dei settant’anni, si lascia andare alla depressione dopo aver perso ispirazione, pubblico e gioia di vivere.

Almeno finché una giovane donna (Greta Gerwig, musa del cinema indipendente americano) non entra in scena scombussolandogli l’esistenza, in bene e in male; nel secondo è invece un fabbro reso scontroso e scostante dall’ossessione per un amore finito. Nonostante l’entusiasmo per l’arrivo del divo, i film hanno entrambi ricevuto un’accoglienza piuttosto tiepida.

Venezia 71 Al Pacino posa per il photocall
Venezia 71 Al Pacino in The Humbling (Fuori Concorso)

The Humbling ha un andamento calante in cui si vanificano tutte le potenzialità del racconto, mentre Manglehorn, di David Gordon Green, che l’anno scorso aveva dimostrato proprio qui a Venezia le sue doti di solido narratore, rappresenta un passo indietro nella filmografia del giovane autore. Il film funziona solo a tratti, soprattutto laddove si respira aria di “America”, ma la storia risulta complessivamente debole, lasciando lo spettatore sostanzialmente indifferente alle vicende narrate.

Un bel po’ di fischi invece per il melodramma amoroso 3 Coeurs, del francese Benoît Jacquot, che ha portato in Laguna la divina Catherine Deneuve, irrobustita dagli anni ma sempre bellissima. Con lei, nel cast, la figlia Chiara Mastroianni e Charlotte Gainsbourg, sorelle nella finzione e protagoniste di un insolito triangolo amoroso. In una città della provincia francese, una sera, il destino favorisce l’incontro di Marc (Benoît Poelvoorde, in concorso anche con La rançoin de la gloire) e Sylvie (Gainsbourg).

Passano la notte a chiacchierare passeggiando per le vie delle città, e al mattino dopo, quando Marc è ormai sul treno, i due si danno appuntamento a Parigi, senza scambiarsi i numeri di telefono (purtroppo le similitudini con Before Sunset di Richard Linklater, si esauriscono qua). Ancora il destino impedisce ai due di ritrovarsi, così le loro vite prendono direzioni diverse. Quando si incontreranno di nuovo, sarà ormai troppo tardi.

https://www.youtube.com/watch?v=kpw6_s0I0cM

Benoît, conosciuto anche come “il regista delle donne”, punta a un film di sentimenti, a un melò “vecchia maniera”. Ma di quei sentimenti allo spettatore non arriva nulla. Un po’ per la sceneggiatura totalmente priva di coerenza, ma anche per la mancanza di affiatamento e di partecipazione da parte del gruppo di attori.

Beatrice Fiorentino





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