Vaticano in giallo. “Il cane di Dio”, di Diego Marani

Vaticano in giallo. “Il cane di Dio”, di Diego Marani

In libreria da oggi per Bompiani il nuovo romanzo di Diego Marani, Il cane di Dio un “giallo vaticano” che segue la scia di un filone di grande successo nella letteratura d’intrattenimento. Il regno della chiesa e i suoi misteri continuano ad affascinare autori e lettori, e dati i fatti di questi giorni, leggasi Vatican lekas, va pure a finire che ci propongano letture del mondo dai risvolti plausibili e per questo ancora più inquietanti.


Non è un instant book, precisano in casa editrice “da autore felicemente appartato quale è, Marani scrivere un giallo con tutte le sue regole, suspense, intrighi e velocità d’azione ”.

  E largo alla fantapolitica, che come tradizione insegna, a volte capita che tra le esagerazioni ci veda giusto. Questa volta Marani – che oltre a scrivere ottimi libri lavora alla Commissione europea a Bruxelles dove si occupa di politica del multilinguismo – immagina addirittura la nascita di un nuovo impero del male.

Il mondo in un possibile futuro. Tutto inizia il giorno della santificazione di Papa Benedetto XVI. La Chiesa cattolica ha esteso il suo potere instaurando in Italia una teocrazia e controllando ogni aspetto della vita politica e sociale. Il Papa governa un feroce sistema inquisitoriale. L’eroe di questa sacra rappresentazione esplosa è Domingo Salazar. Orfano, allevato dai domenicani, è diventato un agente segreto pontificio, o meglio, un cane sciolto, che non disdegna l’amicizia del musulmano Guntur e combatte con ogni mezzo lecito e illecito gli atei, i negatori di ogni fede e senso dell’ordine cosmico. La sua filosofia è allontanare la Chiesa dagli uomini, renderla inaccessibile. L’incarico che Salazar ha ricevuto da un misterioso Vicario è di catturare Ivan Zago, l’imprendibile capo dei nemici della Chiesa, e di sventare l’attentato che incombe sulla cerimonia per la santificazione del Santo Padre. Ma nella polizia vaticana qualcuno ordisce altre trame e Domingo da cacciatore, sta per diventare preda”.





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