Unesco in bici. L’Italia delle meraviglie tra tesori e criticità

Unesco in bici. L’Italia delle meraviglie tra tesori e criticità

Un gruppo di ragazzi trentini ha lanciato un’iniziativa, oltremodo lodevole, volta a valorizzare i 44 siti dell’Unesco disseminati lungo la…


Un gruppo di ragazzi trentini ha lanciato un’iniziativa, oltremodo lodevole, volta a valorizzare i 44 siti dell’Unesco disseminati lungo la Penisola: un tour ciclistico di 108 giorni che unisce tutti i tesori italiani dichiarati Patrimonio dell’Umanità. Un progetto multimediale, il cui diario di viaggio è un collage di fotografie e un documentario in HD, da una parte per scoprire e conoscere le bellezze d’Italia, dall’altra anche per mettere in evidenza alcune criticità.

Dalla laguna di Venezia ai sassi di Matera, dai trulli di Alberobello alle necropoli etrusche. Sono soltanto quattro esempi del progetto ribattezzato “Unesco in bici” (www.unescoinbici.it)  creato da giovani sotto i trent’anni per andare alla scoperta di meraviglie troppo spesso dimenticate, in un viaggio “ecosostenibile” fra le risorse culturali e naturali italiane.

È stata quindi l’occasione di toccare con mano non solo le meraviglie, famose e nascoste, del Bel Paese, ma anche l’opportunità di entrare in contatto, purtroppo, con una struttura organizzativa troppo spesso farraginosa e rallentata dalla burocrazia.       Salta immediatamente all’occhio infatti che l’organizzazione e la tutela dei siti targati Unesco, e di tutto ciò che ad essi connesso, in Italia costituirebbe un sistema operativo di indubbio valore, che necessità però di un’attuazione corretta, semplificata e secondo regole precise.

La gestione efficace di tale sistema, affiancato alla bellezza paesaggistica e all’offerta enogastronomica,  può rappresentare indubbiamente un volano significativo di rilancio economico attraverso la creazione di numerosi posti di lavoro direttamente collegati ai beni culturali e naturali, apportando grandi benefici al comparto alberghiero, all’artigianato e alle piccole imprese, grazie ad un indotto di ricavi e ricchezza proveniente in particolar modo dal turismo estero che, anche in tempi di crisi e spesso purtroppo di cattiva gestione, non manca mai nel nostro Paese.

E’ semplice “buon senso” capire che l’unico vero sforzo da compiere è quello di formalizzare, una volta per tutte, che occorre investire pesantemente su ciò che di bello e prezioso possediamo, sfruttando una risorsa che non dobbiamo importare da nessuno ma che tutti (anche chi non lo dice) ci invidiano. (Matteo Trucco)

 

https://www.youtube.com/watch?v=XfvoymVMnGE





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