Un collirio di 2200 anni fa

Un collirio di 2200 anni fa

Un reperto “medico” riemerge dal golfo di Baratti


Un medicinale di oltre duemila anni fa, identificabile con un collirio, è stato trovato all’interno di uno dei molti contenitori di stagno recuperati in quello che è stato definito il “relitto del Pozzino”: una nave naufragata nel II secolo a.C. nelle acque del golfo di Baratti, su cui si affacciava la ricca città etrusca di Populonia (Pupluna in etrusco), riportato alla luce negli anni Novanta dall’intervento della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana.
La sostanza medica che già lo scrittore e scienziato latino Plinio il Vecchio descrisse come curativa per gli occhi e la pelle, ha trovato un riscontro preciso nella composizione delle compresse di colore grigio che costituivano parte del bagaglio di un medicus che viaggiava a bordo della nave.

Questa borsa da dottore conteneva, tra l’altro, anche 136 flaconcini in legno, un mortaio, uno specillo in ferro e una campana in bronzo, utilizzata probabilmente come ventosa.
La scoperta di questo collirio è stata resa possibile grazie alle ricerche condotte presso il Laboratorio di analisi del Centro di restauro della Soprintendenza, in collaborazione con il Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze e del Dipartimento di Chimica e Chimica industriale dell’ateneo di Pisa.

Fin dai primi studi condotti sulla nave, gli studiosi si erano accorti che tra i reperti presenti nel relitto ci fossero dei medicinali. Le analisi effettuate sulle compresse hanno evidenziato che il principio attivo era costituito da due diversi composti di zinco (carbonato e idrossicarbonato), tuttora presenti nelle medicine di uso dermatologico e oftalmico.

La conferma definitiva è giunta grazie ad un processo di ricerca multidisciplinare che ha portato alla caratterizzazione chimica, mineralogica e botanica del collirio antico. La composizione di natura inorganica (80% della massa totale) è suddivisa al 75% dai composti dello zinco e da sostanze grasse di origine animale e vegetale (cera d’api, olio d’oliva, resina di pino) e amido.
I medicinali antichi provenienti dal “relitto del Pozzino” sono esposti presso il Museo archeologico del Territorio di Populonia a Piombino (LI). (m.t.)
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