Turchia, gli archeologi italiani riportano alla luce una statua colossale

Turchia, gli archeologi italiani riportano alla luce una statua colossale

In Turchia, nell’odierna Pamukkale, la missione archeologica di Hierapolis del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha individuato e portato alla luce…


In Turchia, nell’odierna Pamukkale, la missione archeologica di Hierapolis del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha individuato e portato alla luce una statua colossale in marmo alta più di 4 metri, che rappresenta con ogni probabilità il dio Apollo. Come evidenzia in una nota il coordinatore della missione, Francesco d’Andria, direttore dell’Istituto per i beni archeologici e monumentali (Ibam) del Cnr di Lecce, si tratta di un ritrovamento eccezionale, poiché le statue di questo tipo conservate in tutta l’Asia minore sono meno di una decina.
L’opera è stata identificata durante le riprese del programma di RAI 1 ‘Heritage‘, condotto da Federico Fazzuoli e Marco Ravaglioli, che alla missione di Hierapolis dedica la puntata di giovedì prossimo, 27 agosto, alle ore 23 circa.

Di seguito la nota del professor d’Andria

<<La presenza di una statua marmorea di grandi dimensioni era stata identificata già all’inizio della campagna di scavo del 2009, dalla Missione Archeologica italiana del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell’Università del Salento a Hierapolis in Turchia, verso la fine del luglio scorso.
Ora  le lunghe operazioni di scavo sono state completate con il recupero di due grandi blocchi di marmo appartenenti al busto ed alla parte inferiore della figura. I due frammenti permettono di ricostruire una statua colossale in marmo di più di 4 metri di altezza. La figura è seduta su un trono e indossa una tunica mirabilmente drappeggiata con un effetto di trasparenza che lascia intravedere la possente muscolatura.
La statua colossale di Hierapolis rappresenta con grande probabilità Apollo, seduto in trono, che regge con il braccio sinistro la cetra e si può riferire al culto reso al dio nel vicino tempio costruito sotto l’imperatore Tiberio. Il ritrovamento assume un valore eccezionale per la qualità stilistica, per la particolarità dell’immagine di culto e per la rarità di queste opere – meno di una decina – in Asia Minore.
Lo stile dell’opera si ispira ai grandi capolavori dell’età classica ed ai modelli creati da Fidia. La parte posteriore è sommariamente sbozzata perché la statua era concepita per una visione frontale; le braccia, lavorate a parte, erano fissate con una serie di perni. Il lavoro di scavo in quest’area continua e non è escluso che si possa ritrovare la testa, che permetterebbe di completare l’immagine.
Le statue colossali erano diffuse nell’antichità – basti pensare al colosso di Rodi, alle statua di culto crisoelefantine (oro ed avorio) di Atena nel Partenone e di Zeus nel tempio ad Olimpia, al Colosso di Nerone e al celebre ritratto di Costantino nei Musei Capitolini – che però in gran parte sono state distrutte per il reimpiego dei metalli preziosi e del marmo.
Le più famose tra quelle conservate sono state ritrovate nel Santuario di Claros, uno dei più famosi oracoli del mondo antico. Alte più di 7 metri, rappresentano Apollo seduto in trono, affiancato dalla sorella Artemide e dalla madre Latona, mentre una replica della stessa statua di Apollo, alta 3 metri, è stata ritrovata di recente a Sagalassos, non lontano da Antalya.
Tra le statue raffiguranti gli imperatori sono state ritrovate la testa di Domiziano ad Efeso, la testa di imperatrice a Sardi e tre teste degli imperatori Adriano, Antonino Pio e Faustina nelle terme di Sagalassos
>>. (Fonte:Cnr)

(nell’immagine, l’Apollo sauroctono conservato al museo del Louvre)





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