Tra arte e cinema. Lo sguardo sincrono, a Bellinzona

Tra arte e cinema. Lo sguardo sincrono, a Bellinzona

Parlare di arte con il linguaggio dell’arte. E’ questo il tema che ispira Videoderive dell’arte _3: lo sguardo sincrono fino…


Parlare di arte con il linguaggio dell’arte. E’ questo il tema che ispira Videoderive dell’arte _3: lo sguardo sincrono fino al 2 ottobre 2011 al museo Villa dei Cedri di Bellinzona (www.villacedri.ch)mostra che si collega sinergicamente alla 64° edizione del Festival del film di Locarno con l’ obiettivo di valorizzare il genere dei  film sull’arte e restituire ai visitatori una tradizione che da anni lega il Museo Villa dei Cedri al mondo della creazione documentaristica.

 

Villa dei Cedri  ha compiuto, nel territorio elvetico, un’opera pionieristica” – afferma  Anna Lisa Galizia conservatore del Museo –  “Già nel 1988, infatti, ha deciso di integrare la proiezione e la coproduzione di film nei propri progetti espositivi. E proprio dalla consapevolezza di questo ricco patrimonio cinematografico due anni fa è nato un progetto volto alla riscoperta delle produzioni commissionate dal Museo e alla valorizzazione dei  filmati acquisiti nel tempo”.

 

Una quindicina di film di soggetto artistico presentati come installazioni. Il regista e critico d’arte Adriano Kestenholz, curatore della mostra, ha immaginato un percorso che si delinea di sala in sala e che rende conto della diversità di approcci che caratterizza il cosiddetto film sull’arte.

I lavori in mostra  non fanno sistema, né formale, né estetico: nelle sale al pianoterra del Museo, completamente oscurate, i film sono esposti in proiezione continua come fossero altrettanti quadri in movimento. Di durata variabile, le opere sono proiettate secondo una logica ricorsiva – in modo da dialogare fra loro in maniera sempre nuova a seconda del percorso e del momento scelto dal visitatore.

Le opere, nella loro diversità, sottolineano l’abbattimento dei confini tra le varie espressioni artistiche e sviluppano effetti narrativi, metafore e allegorie sempre rinnovate.

 

Spiccano i lavori realizzati da Luciano Emmer (1918–2009) uno dei precursori del film sull’arte in Italia. Inconfondibile il suo modo di usare la cinepresa per selezionare, isolare e ingrandire i dettagli di un dipinto, per la sua capacità di infondere vita e movimento all’arte del passato e per la sua abilità nel comunicare emozione. 

Di questo maestro indiscusso del particolare e dei primissimi piani di occhi si può vedere Racconto da un affresco il suo primo film sull’arte, realizzato nel 1940 sulle note fotografie Alinari che riproducevano gli affreschi giotteschi della cappella Scrovegni,  e poi Goya.

La festa di sant’Isidoro / I disastri della guerra
, film in due parti girato nel 1950,  e ancora Le carceri di invenzione una pellicola del 2009 ispirata alle incisioni di Piranesi.

 

Accanto a opere di registi e video artisti di fama internazionale tra cui ricordiamo, Henri Alekan, Mario Sasso e il canadese Adad Hannah i cui Tableaux vivants giocano con le soglie critiche della percezione, sugli schermi della mostra scorrono le immagini di Der Neapelfries, film girato nel 1987 dal regista svizzero Gaudenz Meili e dedicato a una delle principali opere di Markus Raetz della fine degli anni Ottanta e le sequenze di Portraits, innovativo documentario d’autore realizzato nel 1986-87 da Luciano Rigolini, costituito da dieci ritratti di artisti svizzeri allora emergenti sulla scena svizzera.

Fotogramma dal film Racconto da un affresco di Luiciano Emmer
Fotogramma dal video: La morte del trionfo della fine, di Gianni Toti
Fotogramma dal video: La ruota di Duchamp, di Mario Sasso
Fotogramma dal video: Stati d'animo, di Giacomo Verde
Fotogramma dal video: The Raft of The Medusa, di Adad Hannah
Fotogramma dal video: Tribute, di Adad Hannah




COMMENTI

Lascia una risposta


Vedi tutto