Toronto International Film Festival – Day 7, oggi “Shelter” e “The Cobbler” con Adam Sandler, Dustin Hoffman e Steve Buscemi

Toronto International Film Festival – Day 7, oggi “Shelter” e “The Cobbler” con Adam Sandler, Dustin Hoffman e Steve Buscemi

Oggi a Toronto, le mille luci di New York in Shelter e The Cobbler


La Grande Mela è da sempre teatro prezioso per il cinema americano, luogo capace di trasformarsi, di plasmarsi a seconda della volontà di un regista. A New York ogni genere può trovare il suo scenario specifico, la metropoli ormai è un posto entrato nell’immaginario collettivo che quasi miracolosamente riesce a reinventarsi per storie e idee di cinema anche contrastanti tra loro. È quello che succede in Shelter e The Cobbler, entrambi presentati qui al Toronto Film Festival. Impressionante vedere come due film così diversi tra loro per tono e atmosfera siano ambientati nella stessa città.

Partiamo dall’esordio alla regia di Paul Bettany, apprezzato interprete di grandi film come A Beautiful Mind o Master and Commander. Al centro della sua storia ci sono due senzatetto che iniziano una relazione disperata per fronteggiare la precarietà della loro esistenza. La New york che viene rappresentata in questo film è quella dei parchi trascurati, dei marciapiede affollati, dei ponti che diventano rifugio per tante anime perse dentro la metropoli. Scenari dolorosi che purtroppo il regista non riesce a sfruttare in tutta la loro forza espressiva in quanto perde il filo del discorso realistico dopo pochissime scene.

Shelter si rivela un’occasione pesantemente mancata per ritrarre con sincerità uno degli aspetti più contraddittori della città e per estensione dell’american way of life. Spinto dall’autore/sceneggiatore verso un tono eccessivamente melodrammatico, il film perde ben presto di incisività, risultando alla fine confuso e vagamente presuntuoso.

Se Shelter alla fine osa troppo, al contrario The Cobbler avrebbe potuto essere una favola contemporanea più coraggiosa di quanto alla fine risulta. Ambientato interamente nel Lower East Side, uno dei pochissimi quartieri di Manhattan a mantenere ancora un’atmosfera familiare, il film vede protagonista il calzolaio Adam Sandler, il quale scopre di possedere una macchina in grado di rendere le scarpe che ripara oggetti portentosi. La New York rappresentata in The Cobbler è quella popolare e ottimista, quella in cui i vicini di casa o di bottega si conoscono e si aiutano a vicenda.

L’atmosfera produce calore, l’ambientazione è molto riuscita, peccato che il film non osi più di tanto a livello di idee narrative, rimanendo così un piccolo divertimento tutto sommato innocuo. Accanto al sempre simpatico Sandler due mostri sacri come Steve Buscemi e Dustin Hoffman, capaci di impreziosire ogni scena in cui recitano.

Adriano Ercolani

Film Critic, TV editor and author





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