Tony Cragg: 12 sculture in mostra a Ravello

Tony Cragg: 12 sculture in mostra a Ravello

Dodici monumentali sculture di Tony Cragg esposte a Villa Rufolo (Ravello) fino al 31 ottobre


 

Tony Cragg_Ravello Festival_DSC_0718 Chiamato nei giorni scorsi ad inaugurare la mostra che vede le sue opere incorniciate nel magnifico paesaggio della Costiera Amalfitana, Tony Cragg ha voluto rimarcare il ruolo che la contaminazione svolge nell’arte e nella sua in particolare, una sorta di scambio energetico tra musica e arti visive di una certa suggestione. D’altronde l’occasione dell’esposizione, tra la terrazza dell’Auditorium Oscar Niemeyer e Villa Rufolo, è il celebre festival che accompagna l’estate di Ravello :“Non c’è un’ispirazione nel modellare la materia. L’idea di un’opera si sviluppa come una melodia: quando pronuncio una parola e questa vibra nell’aria è come se dessi forma a qualcosa che diventa musica”. Le dodici sculture di Cragg si sviluppano lungo un percorso che ha inizio nei sotto la monumentale torre d’ingresso dei giardini con “Wild Relatives”, una della più note composizioni di Cragg: due volti che si incontrano e diventano una sorta di vortice. “Non è facile trasferire sculture come queste in un monumento come Villa Rufolo – ha aggiunto Cragg durante l’inaugurazione – Perché non hanno riferimento diretto a un panorama, a un contesto. Ma la straordinarietà di questo connubio tra arte e storia è che ciascun elemento vive di energia reciproca”. E a proposito della sua arte ha aggiunto: “Non si può ricominciare da zero ogni volta che si crea un’opera. Si comincia dal punto in cui si è lasciato il lavoro precedente. A volte si può ripartire addirittura da opere ancora anteriorigeneralmente si prende il meglio del processo di creazione delle opere più recenti e lo si trasferisce nel nuovo lavoro, così c’è anche una sorta di passo in avanti. È un po’ come seguire un filo, quasi come una melodia nella forma, così che le sculture non solo hanno una qualità sintetica, ma diventano anche più sincrone”. Curatore della mostra è l’artista Flavio Arensi:La prima volta che vidi una scultura di Cragg, questa decostruì in me tutto quello che era il concetto che avevo di arte – ha detto – In questa mostra ci sono opere che parlano della grande scultura contemporanea e il segreto della storia dell’arte è aver messo sculture contemporanee in un monumento storico come Villa Rufolo. L’obiettivo era quello di non scendere di qualità ma di migliorarsi: in luogo pieno di storia posso trovare posto solo grandi artisti”. www.ravellofestival.com





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