Tokyo: tecnologia è arte

Tokyo: tecnologia è arte

Media ambition Tokyo 2014 (MAT 2014), è il titolo della rassegna giunta alla seconda edizione che nella capitale giapponese, fino al 30 marzo, delinea una nuova frontiera della tecnologia… e dell’arte


Allestita al 52 ° piano del Roppongi Hills, la fiera espone 18 opere di 16 artisti cui si affiancano  un programma eventi live, musica, video giocati interamente sul filo rosso di arte e tecnologia, un’interazione poco considerata ma sempre più presente nel mondo contemporaneo. Il MAT non è solo una vetrina per un pubblico intellettualmente curioso, ma anche un’opportunità per i creatori multi- genere e per gli artisti così come per gli sviluppatori e gli art buyer provenienti da tutto il mondo per raccogliere a Tokyo l’esperienza delle forme più all’avanguardia dell’espressione contemporanea. “Il nostro obiettivo – spiegano gli organizzatori di MAT  – è quello di dare una forte impressione del Giappone come centro per l’arte tecnologica e promuovere questa visione in tutto il mondo . MAT è un nuovo tipo di evento culturale con una prospettiva del tutto singolare che attiva e accelera la diffusione della cultura tecnologica, attraverso una sorta di sinergia creativa mai vista prima”.

 

Tra artisti già affermati, ricercatori e sperimentatori di nuovi “effetti” l’esposizione appare come un concentrato di meraviglie. Ubriacatura di effetti speciali, spesso (ma non sempre) carichi di senso. Come il  Transforming World  del Team lab, dove singole palline galleggianti in aria comunicano tra di loro tramite una connessione wireless. Le sfere cambiano colore quando sono toccate dalla gente, quando si imbattono in qualcosa, o ricevono una scossa, intanto producono suoni in relazione ai colori. Le sfere inviano informazioni di colore a quelle vicine che a loro volta inviano le informazioni alle altre e le informazioni si diffondono lasciando che tutte le palle diventino dello stesso colore. Metafora del mondo della rete. E di come Internet abbia strettamente collegato gli individui, diffondendo liberamente informazioni. Le persone agiscono come intermediarie per l’informazione e in un attimo l’informazione si diffonde e il mondo si unifica trasformandosi in un istante.

L’evento è sponsorizzato da Lexus, marchio al centro di un’opera chiamata ‘presenza fisica’, di Rhizomatiks, che mostra semplicemente un’automobile parcheggiata in una stanza di vetro e metallo, circondata da luci e musica. ‘Filmachine’ è invece l’installazione realizzata dal muscista Keiichiro Shibuya e dal ricercatore di scienza del sistema, Takashi Ikegami.  Curioso il Lifelog_Chandelier_2.2′ un lampadario realizzato da un incastro di anelli di piume d’oca che crea effetti stranianti, e poi la Prayer series di Hiroaki Tsujino, una macchina che interpreta le espressioni del visitatore e le restituisce, e, ancora l’omaggio al vinile di Yuri Suzuki, una nuova opera intitolata “Il suono della terra”, che vuole mettere in guardia contro la digitalizzazione di immagini, film, musica. Visto che queste arti hanno perso la loro fisicità l’artista si chiede se e come potranno sopravvivere.  Una questione fondamentale, da lasciare in eredità ai restauratori del futuro. (g.m)





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