Tivoli, restaurato il santuario d’Ercole

Tivoli, restaurato il santuario d’Ercole

Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. Il 23 giugno verrà riaperto al pubblico il santuario di Ercole Vincitore…


Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. Il 23 giugno verrà riaperto al pubblico il santuario di Ercole Vincitore a Tivoli. Quello situato a poco più di trenta chilometri da Roma, è uno dei più importanti complessi archeologici d’Italia. E dopo tre anni di lavori, seguiti a un lunghissimo periodo di decadenza e di abbandono, potrà tornare a essere meta eccellente nei percorsi turistico-culturali del territorio tiburtino. Un polo vitale dove storia, arte e paesaggio si fondono. Facendone rinascere il mito. A cui renderanno omaggio, giovedì prossimo, anche grandi personaggi: la serata, ricca di eventi dalla danza alla musica, vedrà la partecipazione di Eugenio Bennato, che farà rivivere le antiche sonorità delle tammorre. E come dimenticare, poi, i suoni, le luci e le video proiezioni con cui Piero Angela e Paco Lanciano racconteranno il tempio nel passato. Nella stessa circostanza sarà inoltre inaugurato un innovativo allestimento che consentirà l’immediata comprensione dell’edificio sacro, uno dei più importanti fra quelli realizzati in epoca romana repubblicana, attraverso svariate strutture scenografiche.

Tempio della Fortuna

 

Collocato fuori dalle mura della città, lungo l’antica via Tiburtina che collegava la pianura laziale al Sannio, aveva dimensioni imponenti: 188 per 140 metri. A pianta rettangolare, aveva una superficie di tremila metri quadrati, ed era caratterizzato anche da una piazza arricchita da portici. Ospitava anche un collegio di musici. Non mancano affinità con il santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina. I festeggiamenti si tenevano in agosto.
La devozione a Ercole, dio guerriero invocato per sconfiggere i Volsci e protettore dei commerci e della transumanza delle greggi, è originaria proprio di Tivoli. E venne esportata a Roma in età tardo repubblicana da Marco Ottavio Erennio. Il recupero, completato dalla direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio diretta da Federica Galloni, ha rappresentato sin dall’inizio una sfida significativa dal momento che interessati sono tre ettari su cui si sono stratificati dalla fondazione, risalente al secondo secolo avanti Cristo, a oggi, quasi duemila anni di storia. Centro del culto religioso, snodo commerciale e contemporaneamente luogo di spettacolo con un teatro in grado di accogliere 3600 spettatori, il monumento, dal quarto secolo in avanti, ha subito numerose e radicali trasformazioni fino a finire, nel Settecento, al centro di un’articolata fase d’industrializzazione: dapprima fabbrica di armi e poi impianto di manifattura della lana. E ancora: fonderia di cannoni, centrale elettrica e cartiera Segrè, di cui ancora restano i padiglioni in cemento.

 

Gli scavi, e successivamente il restauro e il consolidamento, sono stati effettuati sulla base di un’approfondita indagine preliminare che ha permesso una conoscenza dettagliata del santuario, alla luce solo in parte. Una dopo l’altra, sono state recuperate la via Tecta, l’area sacra, il basamento del tempio, il portico settentrionale e l’antico teatro che sfrutta il naturale digradare del terreno e che tornerà a essere sede di concerti. E in alcuni locali dell’ex fabbrica ha trovato posto l’Antiquarium. Al suo interno sono stati collocati diversi, rilevanti, reperti scultorei, epigrafici e architettonici emersi dagli interventi portati a termine. Inoltre, per la riqualificazione e la valorizzazione delle strutture produttive, è stato bandito un concorso d’idee: il progetto vincitore verrà esposto in occasione dell’inaugurazione. Per le visite, obbligatoria la prenotazione ai numeri telefonici 06.39967900 e 0774.382733. (Marco Fornara)

 

Ricostruzione animata del sacro tempio oggetto di scavi a Tivoli e dedicato al mitico eroe

https://www.youtube.com/watch?v=00zNSxgPZM4





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