Teatro: ecco i vincitori dei premi UBU 2009

Teatro: ecco i vincitori dei premi UBU 2009

In ritardo, ma sono arrivati. Saranno assegnati tra qualche ora nella sede storica del Piccolo teatro di Milano i  Premi…


In ritardo, ma sono arrivati. Saranno assegnati tra qualche ora nella sede storica del Piccolo teatro di Milano i  Premi Ubu 2009. Il più prestigioso riconoscimento del teatro italiano. A presentarli è stato chiamato Piero Chiambretti, degno erede di Nunzio Filogamo, Roberto Benigni, Carmelo Bene, Sandro Bergonzoni, che negli anni precedenti erano stati chiamati all’ impegnativo compito.
Riprendiamo dalla nota ufficiale:

Il premio per lo spettacolo dell’anno è andato ad un vero avvenimento quale I demoni dostoevskiani secondo Peter Stein, liquidati malamente dallo Stabile di Torino per questioni di costi e per le dodici ore di repliche e trasferiti nella villa del regista con un successo enorme, che li condurrà a un giro del mondo. La statuina dell’Ubu sarà ritirata dalla compagnia al completo dei ventisei interpreti.

A Torino e al torinese Valter Malosti è andato invece il premio per il miglior regista per i Quattro atti profani di Antonio Tarantino, mentre il Piccolo milanese, che aveva il maggior numero di candidature, vanta i premi per gli attori non protagonisti di Fausto Russo Alesi e Francesca Ciocchetti e quello per la migliore novità di autore straniero per Giusto la fine del mondo di Lagarce; per la miglior scenografia si è imposta per il Sogno Margherita Palli al suo quinto Ubu, ma a pari merito con Daniela Dal Cin, solo al secondo riconoscimento. E tra i collezionisti figurano anche un autore come Spiro Scimone, la primattrice ravennate Ermanna Montanari e Bob Wilson per la sua Opera da tre soldi berlinese, impossibilitato ad arrivare da Taipei. Ma il più celebrato s’annuncia Beppe Battiston miglior attore per la sua fragorosa interpretazione di un collega di genio e di ciccia quale Orson Welles.

–    Spettacolo dell’anno: I demoni regia di Peter Stein

–    Miglior regia: Valter Malosti (Quattro atti profani di Antonio Tarantino)

–    Miglior scenografia: ex aequo in ordine alfabetico Daniela Dal Cin (… Ma bisogna che il discorso si faccia! da     Samuel Beckett) e Margherita Palli (Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare)

–    Miglior attore: Giuseppe Battiston (Orson Welles’ roast)

–    Miglior attrice: Ermanna Montanari (Rosvita)

–    Miglior attore non protagonista: Fausto Russo Alesi (I demoni e Sogno di una notte di mezza estate)

–    Miglior attrice non protagonista: Francesca Ciocchetti (I pretendenti, Giusto la fine del mondo, La cimice, Sogno di     una notte di mezza estate, Un altro Gabbiano)

–    Nuova attrice under 30: Silvia Calderoni

–   Nuovo testo italiano o ricerca drammaturgica: Pali di Spiro Scimone

–    Nuovo testo straniero:: Giusto la fine del mondo di Jean-Luc Lagarce (Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa)

–    Miglior spettacolo straniero presentato in Italia: Die Dreigroschenoper (L’opera da tre soldi) di Bertolt Brecht e Kurt     Weill, regia di Robert Wilson (Berliner Ensemble)

Premi speciali:

•    Primavera dei Teatri, festival ormai storico dedito alla scoperta e alla valorizzazione di giovani gruppi teatrali con speciale attenzione a quanto accade nel Meridione, diretto e guidato con amore da Scena Verticale a Castrovillari, con un’ingorda partecipazione del pubblico cittadino di ogni ceto, come raramente si verifica per queste manifestazioni.

•    Santasangre, Teatro Sotterraneo, Muta Imago, gruppi guida con Babilonia Teatri dell’attuale cambio generazionale che resuscita in qualche modo gli storici fasti della scuola romana, dimostrando una capacità di rinnovare la scena, mettendo alla prova la tenuta del linguaggio e facendo emergere gli aspetti più inquieti e imbarazzati del nostro stare nel mondo attraverso l’uso intelligente di nuovi codici visuali e linguistici.

•   Inequilibrio Festival, già Armunia, festival residenziale creato e diretto da Massimo Paganelli a Castiglioncello, per la coerenza tenace e assolutamente originale nella sua ricerca pratica con cui riunisce annualmente compagnie e gruppi non solo toscani per montare e presentare lavori vecchi e nuovi sostenendo l’originalità di una ricerca pratica.





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