Sky Arte, fino alle stelle

Sky Arte, fino alle stelle

Il palinsesto di Sky Arte HD, un salvagente contro la banalità di certa tv


Non ci pensi e una sera qualunque torni a casa credendo di doverti sorbire una nuova puntata della fiction religiosa di turno (lunga vita a Don Matteo), il film già visto, o al massimo l’arrugginito talk show, ti dici che ha solo voglia di rilassarti sul divano, mettere gambe all’aria e svuotare la mente. Intanto un’altra parte di te dice che non dovresti rilassarti troppo – l’etica accidenti – e che quindi è sul talk show che devi puntare perché i tempi sono quelli che sono perché hai voglia di capire (e ci provi, è una vita che ci provi, ma proprio non capisci) anzi è doveroso tentare di capire… e allora prendi tempo guardando un po’ di news e finisce che per caso – per caso? Mah – approdi su Sky Arte e finisce che lì resti, tutta la serata. Tra grandi mostre e monografie, grande musica e rock’n roll. E ti accorgi che era quello che ti serviva, un’esperienza dello spirito per concludere degnamente una giornata pesante e capire, sì, ma qualcosa di sottile, inafferrabile e profondo, capire guardando, ascoltando, sentendo, volando in alto.

E così, ieri sera, mentre la politica impazzava su ogni rete (giustamente), Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn mi hanno regalato una delle serate televisive più belle dell’anno. Appassionata di balletto? No, non in maniera particolare, anzi, spesso mi annoia. A meno che sul palco non volteggi l’assoluto, come assolute sono l’eleganza di Nureyev e l’angelica presenza di Fonteyn. La produzione? Il Lago dei cigni, un capolavoro datato 1964 con le coreografie dello stesso Nureyev. Bè, dopo sono tornata sulla terra ed ho seguito con attenzione e moderato ottimismo le vicende politiche di questi convulsi momenti.

Perché l’arte non è un’arma di “distrazione di massa”, anche quando va in tv. Ne riparleremo, di balletto…e di Sky Arte. (a.d)

 





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