Santiago Sierra, ghigni e provocazioni artistiche contro la xenofobia

Santiago Sierra, ghigni e provocazioni artistiche contro la xenofobia

Quel che resta di una [comunità Rom][1] sfrattata dal [fuoco][2] dal campo dell’estrema periferia napoletana, i sorrisi digrignanti di uomini…


Quel che resta di una [comunità Rom][1] sfrattata dal [fuoco][2] dal campo dell’estrema periferia napoletana, i sorrisi digrignanti di uomini e donne delle ultime due famiglie rimaste, [affissi][3] sui muri della città, in spazi normalmente deputati ai messaggi pubblicitari: sorrisi come ghigni, come urla di rabbia e di disperazione presi a simbolo della nuova ondata xenofoba che, alimentata dalla crisi mondiale, attraversa tutto l’Occidente.

La posa dei manifesti è solo una parte del progetto artistico curato da Bartolomeo Pietromarchi che lo spagnolo [Santiago Sierra][4] realizzerà a Napoli dal 15 maggio al 15 settembre; un percorso che si articola  in una mostra al museo [Madre][5] e nell’imponente progetto pubblico che per tutto un mese (da metà maggio a metà giugno) occuperà numerosi spazi urbani, proponendosi a chi guarda come un stilettata nel fianco.

E’ certo che l’opera di Sierra farà discutere, in una città che solo in tempi recenti ha scoperto la sua faccia [intollerante][6], eppure proprio quando le questioni diventano più sensibili che l’opera d’arte può aiutare alla riflessione. In questo caso, sui temi della diversità, della tolleranza, della convivenza.

IL PROGETTO

In mostra al MADRE oltre alle due opere che ne hanno preparato la realizzazione QUEMA DE VIVIENDAS (ESCENA ENCONTRADA) e ESTUDIO FOTOGRÁFICO DE PONTICELLI anche la serie completa delle immagini del progetto pubblico DIENTES DE LOS ÚLTIMOS GITANOS DE PONTICELLI,  oltre ad un programma di proiezioni di video di recenti progetti dell’artista compreso il controverso[LOS PENETRADOS][7] realizzato a Madrid sul tema del genere, il sesso e la razza.

La mostra è realizzata in collaborazione con la [Prometeo Gallery][8]di Ida Pisani.

L’ARTISTA

Santiago Sierra è nato in Madrid e si è trasferito nel 1995 a Città del Messico. Artista di fama mondiale Sierra è conosciuto per le sue opere provocatorie realizzate dentro e fuori gli spazi dedicati all’arte. Santiago Sierra si e’ progressivamente distinto negli ultimi anni grazie ad un lavoro in bilico tra la scultura minimalista, la fotografia concettuale e la performance, mettendo costantemente in discussione i limiti e le costrizioni imposti dalla società contemporanea. Tra le ultime prove dell’artista ricordiamo il Padiglione Spagnolo alla 50° [Biennale di Venezia][9], a cui si poteva accedere solo se in possesso di un passaporto iberico; ”The first verse of the Marseillaise played uninterruptedly for one hour” al [Centre d’art contemporain de Bretigny][10], dove un’intera orchestra ha suonato il primo verso dell’inno francese per un’ora, e ”300 Tonnen” alla [Kunsthaus di Bregenz][11], una possente installazione in cemento del peso di trecento tonnellate che ha spinto agli estremi le capacità strutturali del museo austriaco, al punto da poter accogliere solo quaranta visitatori alla volta.

15 maggio/15 settembre

Napoli, Museo Madre – Via Settembrini, 79

(lunedì – domenica: ore 10 – 20)

[1]:http://fprincipe.wordpress.com/2008/05/29/straniere-genti/

[2]:http://pensierimadyur.blogspot.com/2008/12/la-bufala-di-ponticelli-della-rom-che.html

[3]:http://www.electaweb.it/mostre/scheda/santiago-sierra-ponticelli-napoli-madre/it/

[4]:http://www.santiago-sierra.com/index_1024.php

[5]:http://www.museomadre.it

[6]:http://www.reset-italia.net/2009/04/07/adda-passa-a-nuttata-leggila-e-gira/

[7]: http://www.elpais.com/fotogaleria/penetrados/Santiago/Sierra/6121-1/

[8]:http://www.prometeogallery.com/

[9]: http://www.labiennale.org/it/

[10]: http://www.cacbretigny.com/

[11]: http://www.kunsthaus-bregenz.at/





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