Sandro Pertini e Andrea Pazienza. Il Presidente e il disegnatore per una sola mostra

Sandro Pertini e Andrea Pazienza. Il Presidente e il disegnatore per una sola mostra

“Qui dai sobborghi della giovane Italia ti si vuole un gran bene”  confessa un giorno Andrea Pazienza nel dedicare a…


Qui dai sobborghi della giovane Italia ti si vuole un gran bene”  confessa un giorno Andrea Pazienza nel dedicare a Sandro Pertini una serie di racconti partigiani dove “Pert” è il comandante e lo stesso “Paz” l’attendente. Una dimostrazione di stima, anzi di più perché tra il disegnatore satirico e il Presidente partigiano c’era un legame profondo, nonostante l’apparente distanza.

Una mostra che apre oggi al pubblico a Palazzo Incontro, sede della Provinicia di Roma, è proprio questa “insolita” relazione che mette in risalto. Il racconto di coloro che la storia ci tramanda come due delle personalità più rilevanti dell’Italia del secondo Dopoguerra: uno nella politica, l’altro nella cultura.

L’esposizione, posta sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana, rimmarrà aperta al fino al 27 febbraio 2011, è curata da Vincenzo Mollica e Mariella Pazienza; mentre per l’Associazione Nazion

Copertina Pertini - Fandango

ale Sandro Pertini da Stefano Caretti e Monica Mengoni. E’ organizzata da Civitain collaborazione con Fandango, che con l’occasione inaugura nell’edifico un caffè letterario (con libreria annessa) ed una sala esposizioni.

Pazienza vedeva in Pertini “l’ultimo esemplare di una razza di uomini duri ma puri come bambini”, una luce nella notte di una prima repubblica compromessa da corruzione e malaffare. Non lo prendeva di mira con lo spirito dissacratorio che riservava agli uomini politici, ma con complicità affettuosa e una stima sincera.

Per Mariella Pazienza: “L’ammirazione era reciproca, probabilmente perché, al di là della grande differenza di età e di esperienze, avevano tutti e due lo stesso piglio sfrontato nell’affrontare la vita. La forza degli ideali per Pertini e la potenza del talento in Andrea, li rendevano insofferenti allo stesso modo per tutto quanto è compromesso, mezza misura, mediocrità o, peggio ancora, meschinità. Ma, forse, quello che li accomunava più di ogni cosa era la purezza d’animo che appartiene solo ai bambini o a quei rari uomini capaci di compiere grandi gesta”.

Dunque Pertini nutriva una sincera ammirazione per il lavoro del disegnatore che aveva scoperto attraverso una celebre copertina de Il Male in cui lo aveva rappresentato profondamente addolorato per il rapimento di De Andrè, “quel bravo canzonettista”. Il presidente telefonò personalmente al ventitreenne Pazienza per complimentarsi e chiedergli il disegno in regalo. Pochi giorni dopo, mentre Pazienza non era a Roma, arrivò l’invito al Quirinale per un pranzo a cui non riuscì a partecipare. Questa mostra li fa incontrare per la prima volta.

Pertini aspirante ufficiale alla Scuola mitraglieri di Brescia

Dopo quella copertina Andrea Pazienza continuò a disegnare il presidente facendolo diventare il protagonista di numerose vignette apparse sulle diverse riviste alle quali collaborava. E dedicandogli un intero libro in cui Paz fa da spalla al temibilissimo Pert in amene località resistenziali, conducendo pasticciate imprese in nome della libertà e della giustizia.

Nella mostra ad una significativa selezione di opere originali di Andrea Pazienza – tavole, vignette, illustrazioni, copertine, corredati da ingrandimenti, sagome, filmati e approfondimenti scritti – si affiancano documenti e immagini provenienti dall’Associazione Nazionale Sandro Pertini di Firenze. Un percorso che parte dall’infanzia, attraversando la formazione, la militanza socialista, l’esilio in Francia e l’attività partigiana. Ci sono lettere inviate ai massimi esponenti istituzionali, documenti relativi alle visite ufficiali e di Stato, discorsi, messaggi e poi un’ampia raccolta fotografica, materiale video d’archivio e un documentario realizzato dalla stessa associazione.

Fondendo in un percorso comune fumetto e testimona

inza storico biografica, il percorso si divide in due sezioni: la prima dedicata alla Resistenza e all’antifascismo – momenti che videro Pertini in carcere, all’esilio e poi tra i protagonisti della Liberazione -; l’altra dedicata al Pertini Presidente della Repubblica, all’uomo politico più amato che questa Nazione abbia avuto, al Presidente della gente. Non mancano materiali dedicati alla vittoria del Mundial, e uno spazio dedicato al rapporto con la satira, con una selezioni di opere regalate a Pertini da altri disegnatori. Disegnatori che tratteranno Pertini con una blanda ironia, matite che si addolcivano per ammirazione verso quell’uomo che pure amava collezionare – possibilmente in orginale – le tavole satiriche che lo riguardavano.  Diceva Rino D’Anna “la sua stima è una delle poche cose delle qu

Andrea Pazienza, Il governo

ali sono orgoglioso”, e Giorgio Forattini gli scriveva “da anni sei il nume tutelare della mia musa irriverente”, mentre proprio a conclusione del settennato presidenziale, il “perfido” Vauro Sanesi nell’inviargli l’originale di una sua vignetta intitolata Pertini non si ricandida, si congedava da lui con un messaggio eloquente: “Però preferivo se restavi! Con affetto”.

Ma Pertini godeva di altrettanta stima oltre i confini nazionali.

Scrive Stefano Caretti nella prefazione del catalogo: <<Poche personalità politiche hanno in effetti goduto all’estero di una popolarità paragonabile a quella del Capo di Stato italiano, nonostante i “limitati” poteri presidenziali. A Pertini, Accademico di Francia, furono conferite lauree honoris causa da prestigiose università e le più alte onorificenze internazionali anche dopo la conclusione del suo mandato. Alla base di questa straordinaria e diffusa popolarità stanno la sua “esemplare” storia personale e la sua grande capacità di comunicare. Ed è proprio il felice intreccio tra il dato autobiografico e l’efficace retorica argomentativa che conferisce a Pertini il suo carattere distintivo. Quando Mitterand usa nei suoi confronti espressioni come “Non è possibile sognare le cose che avete vissuto. Siete un ideale vissuto” e lo scrittore Osvaldo Soriano afferma “difficile aver eluso tanti scogli, come quelli che si sono presentati nella vita di Sandro Pertini, e arrivare alla fine della strada pulito come un fiore all’alba” è chiaro che entrambi attribuiscono alle parole di Pertini un alto grado di credibilità prima ancora che vengano pronunciate>>.

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