Roma, via al restauro del “Piè di marmo”

Roma, via al restauro del “Piè di marmo”

Via ai lavori di restauro, a Roma, del “Pie’ di marmo”. L’iniziativa è del Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con…


Via ai lavori di restauro, a Roma, del “Pie’ di marmo”. L’iniziativa è del Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con la Sovrintendenza ai beni culturali di Roma Capitale a cui è stata assegnata la direzione tecnico-scientifica dell’opera. Situato in via Santo Stefano del Cacco, all’angolo con via Pie’ di marmo, nel cuore del centro storico, è un monumento amatissimo dai turisti. Per chi visita la città eterna è una tappa obbligata. Ma è altrettanto apprezzato dagli abitanti della capitale tanto da risultare il bene più votato nel Lazio, con 1728 segnalazioni, in occasione del quinto censimento nazionale “I luoghi del cuore” promosso dal Fai in collaborazione con Intesa San Paolo che ora sostiene l’intervento.

Piè di marmo

 

Il “Pie’ di marmo”, rinvenuto in questa zona nel Cinquecento, era stato collocato inizialmente in un altro punto lungo via Santo Stefano da dove, nel 1878, fu spostato per essere sistemato nella posizione attuale. Ciò per non ostacolare il passaggio del corteo funebre di re Vittorio Emanuele II verso il Pantheon. Il manufatto ha trovato posto su un podio in laterizio nella cui parte frontale è inserito un grande frammento di colonna di granito grigio; la struttura è sormontata a sua volta da una lastra di travertino su cui poggia il colossale piede di marmo bianco, che “indossa” la crepida, la tipica calzatura di origine greca.

 

Quest’autentica curiosità apparteneva sicuramente a una statua di culto di epoca romana forse situata nel più importante santuario egizio, quello dedicato a Iside e Serapide, noto anche come Iseo Campente. Il complesso fu probabilmente eretto dai triumviri nel 43 avanti Cristo e subì persecuzioni da parte degli imperatori Augusto e Tiberio; quest’ultimo lo avrebbe addirittura distrutto facendo gettare i simulacri nel fiume Tevere. Caligola però, poco dopo, ricostruì il tempio  che tuttavia venne successivamente raso al suolo insieme a tutto il quartiere nell’incendio dell’80 dopo Cristo. Rifatto in forma grandiosa da parte di Domiziano, è stato infine restaurato da Alessandro Severo. (Marco Fornara)

 

 





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