Roma. Il neorealismo di Nino Migliori al Complesso del Vittoriano

Roma. Il neorealismo di Nino Migliori al Complesso del Vittoriano

Non c’è mai nulla di pittoresco negli scatti che Nino Migliori riprese in pieno periodo neorealista: c’è un forte senso…


Non c’è mai nulla di pittoresco negli scatti che Nino Migliori riprese in pieno periodo neorealista: c’è un forte senso umano, quello sì, e la compartecipazione di chi non commenta soffermandosi sul dettaglio “pietoso” ma osserva con lo sguardo attento del documentarista, per lasciare che l’essenziale arrivi direttamente agli occhi di chi guarda.
La composta dignità della gente comune degli anni ’50, volti ancora in bianco e nero, ancora divisi tra un ricordo di guerra sempre vivo e un desiderio di futuro intravisto in tv e sui cartelloni pubblicitari. Un’Italia col cuore contadino e il corpo in fabbrica, con la speranza in una mano e residui di passato nell’altra.

Si ritrovano la storia della gente e la poesia di un tempo ormai fissato nell’immaginario ne la mostra “Nino Migliori. Il passato è un mosaico da incontrare. Ritorno agli anni Cinquanta”, al Complesso del Vittoriano da domani, 9 luglio, fino al 5 settembre. Un’esplorazione nell’Italia degli anni compresi tra il 1950 e il 1959 attraverso l’obiettivo della macchina fotografica dell’artista bolognese, sempre interessato a registrare la  realtà sociale, ancor di più in quel periodo che seguì alle censure del primo Ventennio del XX secolo.
Migliori rappresenta una pagina importante della storia della fotografia italiana. Incessante sperimentatore; per oltre 60 anni (dal 1948 in poi) ha attivamente contribuito al rinnovamento del linguaggio fotografico ed il suo nome, è spesso associato ad un’ansia di ricerca e alla curiosità sugli elementi fondanti della fotografia, curiosità che negli anni lo porterà a sperimentare le astrazioni dell’“off camera”, la manipolazione delle Polaroid, le sovraimpressioni, i fotomontaggi e molto altro. Tuttavia come la mostra al Vittoriano esplicita chiaramente, Migliori non ha mai tralasciato completamente la componente figurativa della fotografia che ritorna a intervalli regolari nel suo lavoro.

Cento fotografie nelle quali emerge un Migliori neorealista sui generis e persino anticipatore di tendenze che si svilupperanno solo nei decenni successivi. Si legge nella presentazione: “L’incontro con le “genti” del sud, del nord, dell’Emilia e del Delta, offre all’autore un pretesto per mettere in scena, a ben vedere, alcuni elementi che si riscontreranno pienamente nelle arti visive solo a partire dalla successiva stagione culturale degli anni ’60. Dopo un iniziale e breve approccio formalista al tema, Migliori si fa infatti più sagace fino ad accennare questioni che saranno proprie della Pop Art e soprattutto di una concettualità analitica che volge contemporaneamente lo sguardo al soggetto e all’oggetto, alla realtà ripresa e al linguaggio che la rappresenta.

In questo Migliori sembra più vicino al punto di vista di certi autori nord americani, rispetto alla congerie europea che all’epoca dibatteva ancora tra le necessità di un documento formale – lirico diranno certi, suggestionati dall’estetica di Benedetto Croce – o didascalicamente giornalistico, sociale e finanche politico. Certo l’approccio di Nino Migliori è stato in questo caso meno rigoroso di quello di Walker Evans o dei suoi epigoni della Farm Security Administration, ma proprio per questo originale e portatore di una certa sintesi tra le istanze “umaniste” e quelle più algide e tautologiche dello stile documentario”.

L’esposizione, promossa dal Comune di Roma con una nutrita schiera di partner è curata da Roberto Maggiori, l’ingresso è gratuito.
Il catalogo della mostra conterrà oltre duecento immagini, molte della quali inedite, e testi critici di Roberto Maggiori e Marisa Vescovo.

Segnaliamo infine che un’altra mostra di Nino Migliori, è allestita alla Collezione Guggenheim di Venezia, in esposizone i ritratti che il fotografo realizzò alla mecenate americana Peggy Guggenheim (leggi articolo e guarda foto).

Nino Migliori Uomo qualunque Foto tratta da “Gente dell’Emilia” 1955 Bologna, Archivio fotografico Nino Migliori
Nino Migliori Venezia 1958 Bologna, Archivio fotografico Nino Migliori
Nino Migliori Foto tratta da “Gente dell’Emilia” 1957 Bologna, Archivio fotografico Nino Migliori
Nino Migliori Foto tratta da “Gente dell’Emilia” 1957 Bologna, Archivio fotografico Nino Migliori
Nino Migliori Foto tratta da “Gente dell’Emilia” 1957 Bologna, Archivio fotografico Nino Migliori
Nino Migliori Il fabbro Foto tratta da “Gente del Sud” 1956 Bologna, Archivio fotografico Nino Migliori
Nino Migliori Foto tratta da “Gente del Nord” 1953 Bologna, Archivio fotografico Nino Migliori




COMMENTI

    Lascia una risposta


    Vedi tutto