Roma, i paesaggi dell’anima di Xavier Maestrali e Said Bouterfa

Roma, i paesaggi dell’anima di Xavier Maestrali e Said Bouterfa

“Paesaggi dell’Anima”, al Mitreo – Arte Contemporanea di Corviale, Roma. Fino al 17 ottobre. In mostra le immagini di Xavier Maestrali (Saverio) e Said Bouterfa


La mostra “Paesaggi dell’anima” (Mechaahid el Rouh) è parte del circuito di FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma (www.fotografiafestival.it) ed inserita nelle iniziative della ” IX Edizione della Giornata del Contemporaneo” AMACI (www.amaci.org).

 

Il progetto della mostra nasce con l’intento di sensibilizzare sulle difficoltà di sopravvivenza e la maestria dimostrata dai popoli nomadi (beduini ed altri) che, pur vivendo nei siti dichiarati più ostili al  mondo, sono riusciti, lungo i secoli, a creare culture straordinarie ed inventive di successo. Culture di altissima spiritualità, oggi minacciate, capaci di generare “modelli”  e sistemi economici intelligenti, ecologici, sostenibili e nel totale rispetto dell’ambiente in cui vivono. Basti pensare che l’architettura di terra cruda (Adobe ) e l’agricoltura dell’estremo (Routh ), oggi  rientrano perfettamente nei programmi di ” Sviluppo Sostenibile ” e della ” Green Economy ” delle società civili più evolute che guardano al futuro. Le riprese fotografiche realizzate da Xavier Maestrali ( Saverio ) e Said Bouterfa , prendono corpo nei Paesaggi dell’Anima” di una Algeria comune.

Manuscrit rongé par les termites-said

Per Xavier Maestrali (Saverio), i luoghi dell’infanzia e della prima adolescenza; per Said Bouterfa i luoghi delle proprie radici, dove ha deciso di tornare, giovanissimo, per dare un contributo fattivo alla Nazione.

La mostra presenta paesaggi incontaminati e luoghi in cui le popolazioni, attraverso antiche sapienze e culture, sono riuscite a creare micro-economie rurali, lungo un percorso che lasciando Algeri ed oltrepassando ” Le Porte del Deserto ” s’inoltra nella vastità del deserto algerino(Sahara).

In tutte le opere si percepisce un grande sentimento di Spiritualità legato alle culture locali, ma non solo, in quanto si tratta di Spiritualità universale.

I luoghi visitati, per la loro eccezionale bellezza e per le caratteristiche di sviluppo economico sostenibile ed identitario, che le popolazioni hanno attuato, sono stati riconosciuti dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità. I due artisti, s’immergono da anni nel cuore di situazioni umane variegate, vivendo insieme alle popolazioni.

Quest’immenso patrimonio, ispirazione di  tutte le culture locali, anche se parzialmente vincolato dallo Stato, sembra minacciato dalle interminabili guerre della Regione del Sahara e del Sahel. Un Patrimonio che potrebbe essere perduto per sempre, e che i due artisti stanno documentando per sensibilizzare e non dimenticare: un  “vacatio “, una mancanza, che costituirebbe un terribile delitto per tutta l’Umanità.

Gli artisti, attraverso le loro opere, intendono trasmettere questo sentimento, ondeggiando tra più realtà sociali ed economiche, e considerando qualsiasi “spettacolo umano”, come “Paesaggio”.

 

(r.v)

 

 





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